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Preso a gennaio 2020, grazie a un investimento decisamente pre-Covid, Dejan Kulusevski avrebbe fatto molto comodo alla Juve già in quel momento. Niente da fare però, il Parma non mollò l'osso e lo svedese arrivò in bianconero solo al termine della stagione, quando al posto di Maurizio Sarri c'era ormai Andrea Pirlo. Che gestì Kulusevski come un titolare, come un giocatore giovane ma già pronto, dandogli di fatto molto più spazio del previsto anche a causa dell'assenza prolungata di Paulo Dybala: quando la Juve si è trovata a fare sul serio, alla fine, Kulusevski c'era. Tanto da essere considerato l'unico elemento realmente incedibile al fianco di Matthijs de Ligt, almeno fino a quando al timone dell'area tecnica c'era Fabio Paratici. Poi un'altra rivoluzione, via Paratici e Pirlo, arriva Max Allegri. Che di Kulusevski proprio non è riuscito a innamorarsi. Tutt'altro. Un paio di presenze da titolare, poi solo spezzoni anche se fino al match con la Fiorentina era sempre stato impiegato, convincendo solo raramente. La sintesi è sempre la stessa: ha poco spazio e molto mercato. Ecco perché nonostante sia alla Juve solo da una stagione e abbia appena 21 anni, potrebbe davvero essere sacrificato sull'altare del mercato. Per ragioni tecniche, per poter rigirare il tesoretto su obiettivi più funzionali e maggiormente graditi. Il profilo di Dusan Vlahovic a tale proposito è tutto fuorché un mistero.
IL TESORETTO – Così la Juve è disposta ad ascoltare offerte, anzi se le aspetta. Perché Kulusevski non è soddisfatto della considerazione attuale, si sente pronto e forte abbastanza per essere già protagonista e non comparsa, il cambio d'agente (ora con Alessandro Lucci) era già sintomo di qualcuno che volesse comunque ottenere qualcosa di meglio o di diverso. Se quell'offerta tanto attesa dovesse arrivare, Kulusevski la ascolterebbe attentamente. Negli scorsi mesi i sondaggi sono arrivati soprattutto da Fiorentina e Atalanta, ma lo svedese punta più in alto. Intanto la Juve fissa il prezzo, può rinunciare a Kulusevski ma solo se ne valesse la pena, quindi a fronte di un'offerta importante per davvero, non inferiore ai 35 milioni di euro nella speranza di poterla anche fare lievitare considerevolmente attraverso bonus o una concorrenza che potrebbe infiammarsi. Gennaio è un mese complicato per fare cassa, in passato tanti top club si erano informati su di lui, dal Bayern Monaco ai due club di Manchester, passando per il Psg, senza dimenticare quel Tottenham che nel caso in cui Levy aprisse i cordoni della borsa potrebbe davvero fare sul serio per Kulusevski come per altri giocatori (vedi McKennie). Sembrava un tesoro, ora può diventare un tesoretto: da una stagione all'altra è già cambiato tutto.