A volte vien da chiedersi quanto nel calcio di oggi, un giocatore sia realmente padrone del proprio destino e libero di inseguire i propri sogni. Come nel caso di Gigio Donnarumma, che nonostante sia già riconosciuto come uno dei giovani portieri più forti del mondo e nonostante giochi nella sua squadra del cuore, si trova troppo spesso al centro di malumori e polemiche, delle quali molto probabilmente farebbe volentieri a meno.

Polemiche che non sono scatenate mai da lui direttamente, quanto piuttosto da chi dice: “Se fosse per me Gigio dovrebbe andare via dal Milan". Se fosse invece per i milanisti, lui - parliamo ovviamente di Mino Raiola – dovrebbe avere l'accortezza di parlare di meno e con più moderazione, visto che da un po' di tempo a questa parte sta mettendo sempre di più in difficoltà un ragazzo di 19 anni, la cui unica vera necessità in questo particolare momento della carriera, dovrebbe essere solo quella di giocare nel migliore dei modi e crescere con calma.

E invece Gigio Donnarumma è di nuovo esposto alle antipatie di una parte della tifoseria milanista, che non ne può veramente più di leggere e sentire certe dichiarazioni, soprattutto quando queste si accompagnano al silenzio di un giocatore che a volte dà la sensazione di essere letteralmente ostaggio del suo procuratore.

Donnarumma non merita tutto questo, non può rischiare di bruciare la sua carriera a causa di questi continui strappi. Il suo credito nei confronti dei tifosi milanisti era e rimane enorme, nonostante il difficile e tormentato prolungamento di contratto dell'estate scorsa e nonostante le voci riguardanti l'ipotesi di un possibile clamoroso annullamento dello stesso durante le vacanze natalizie. Stiamo parlando di un giocatore ancora in formazione, un prospetto di possibile futuro campione, che in questi anni avrebbe bisogno della massima tranquillità, visto che già si trova ad affrontare il difficile compito di giocare ogni domenica a San Siro e per di più difendendo la porta di un club dal prestigio immenso come quella del Milan. Invece a sentire il suo procuratore, sembrerebbe che Donnarumma giochi in una squadra qualsiasi, come se fosse di passaggio e inevitabilmente destinato a qualcosa di più importante... già, ma importante per chi: per lui o per il suo assistito?

Donnarumma è troppo giovane per potersi permettere già il lusso di andare ogni volta ad un muro contro muro nei confronti del Milan. Questo può far comodo a Raiola, ma di sicuro non al ragazzo, che già in più di un'occasione ha dovuto sopportare l'enorme pressione che scaturisce da simili polemiche. Come ad esempio accadde l'estate scorsa, quando nella partita dell'Europeo Under 21 a Cracovia contro la Danimarca, si beccò banconote finte e uno striscione con su scritto “Dollarumma”, oppure quando nella partita di Coppa Italia vinta poi per 3-0 contro il Verona, la Curva Sud espose uno striscione non altrettanto simpatico come quello estivo, che recitava:” Violenza morale 6 milioni all'anno e l'ingaggio di un fratello parassita? Ora vattene la pazienza è finita.”.

Una pressione alla quale per adesso Donnarumma ha risposto nel migliore dei modi, ma che è di per se inutile e serve solo a creare scompiglio e malumore all'interno di un ambiente, che dopo un inizio di stagione piuttosto travagliato, finalmente sembra aver trovato una sua stabilità, grazie soprattutto al lavoro dell'ottimo Gattuso. Non si capisce quindi come Raiola abbia potuto trovare il coraggio di pronunciare una frase cosi intempestiva e inopportuna per tutti, ma non per lui evidentemente, che dopo la vittoria nella semifinale di Coppa Italia con Donnarumma protagonista in positivo, probabilmente avrà pensato che potevano già cominciare le danze per un nuovo adeguamento di contratto.

Qualcuno dirà che tutto ciò è normale, e che in fondo sta facendo solo il suo dovere di procuratore, e questo è sicuramente vero. Ma è altrettanto vero che soprattutto nella fase iniziale di una giovane carriera calcistica i soldi non sono tutto, e che massimizzare i guadagni in modo cosi accelerato potrebbe poi rivelarsi un clamoroso boomerang per la stessa, e da questo punto di vista i casi di Pogba e soprattutto Balotelli, sono li a dimostrarlo. Donnarumma vuole rischiare di fare lo stesso percorso? Credo che sarebbe un vero peccato per tutti, ma soprattutto per lui.

 

@Dragomironero