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All or nothing. Tutto o niente. Non è solo il nome del documentario sul Tottenham in programmazione su Prime Video, è anche una richiesta, una necessità, un obbligo. Che arriva da Mourinho come da Conte, due grandi allenatori, due grandi comunicatori, legati per ragioni differenti all'Inter, simili nel chiedere alle proprie squadre di dare tutto, sul campo, per novanta minuti. Pressing, corsa, intensità, Tottenham e Inter hanno tante cose in comune. Tra queste anche l'incapacità di trovare una collocazione a Eriksen. Giocatore fantastico, per caratteristiche inadeguato al progetto di Mou, prima, e a quello di Conte, poi. Lo ha spiegato bene lo Special One in un episodio del documentario: "Eriksen muove la palla in maniera fluida, la squadra è più fluida - dice al patron degli Spurs Daniel Levy - ma una cosa è la dinamica, un'altra è il pressing. Gli manca quella spinta in più, non ce l'ha".
IN VENDITA - Eriksen lascerà l'Inter, un anno dopo aver detto addio al Tottenham. Quando arrivò Mourinho, al posto di Pochettino, il danese aveva già deciso di cambiare aria, il calcio proposto del portoghese gli è solo servito per scacciare ogni dubbio. Dodici mesi dopo è di nuovo con la valigia in mano, anche in questo caso un'inversione di marcia va esclusa. Marotta, poco prima della sfida con il Sassuolo, ha ammesso che Eriksen partirà, cederlo non sarà però semplice. L'Inter l'ha pagato 20 milioni e Zhang non intende autorizzare un trasferimento in prestito. Chi lo vuole, insomma, deve pagare il suo cartellino, almeno 20 milioni. E garantirgli uno stipendio da 7 milioni di euro a stagione.