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Un centravanti, prima di tutto. Ma anche la necessità, comunque, di cedere qualcuno in difesa davanti a grandi offerte. Nel giorno del vertice tra Enrico Preziosi e Gian Piero Gasperini a Pegli (con presenza comune in serata a Telenord), tocca al presidente rossoblù ribadire l'urgenza di portare a casa una nuova punta centrale. Dopo aver difeso Floccari ('È forte ma qui è stato condizionato dagli infortuni'), Preziosi ha sottolineato che il solo Acquafresca non basta. Oltretutto, ha spiegato, l'ex Cagliari non è la punta ideale per il gioco del Genoa: 'È decisivo in area, non è bravo a far salire la squadra'. Serve un attaccante, in grado di ripercorrere le orme di Borriello e Milito, inseriti nella manovra rossoblù. In questo senso l'idea Toni con la maglia del Grifone non perde consistenza, anzi trova un certo gradimento all'interno della società. L'ex centravanti della Nazionale ha le caratteristiche giuste per il ruolo di centravanti nel tridente. Forte di testa, bravo con i piedi, ha sempre avuto come caratteristica quella di partecipare molto al gioco della squadra, difendendo palla oppure facendo la sponda di testa. Ha appena compiuto 33 anni ma fisicamente è integro. L'ostacolo più grande è quello dell'ingaggio: con il Bayern ha un contratto, in scadenza tra un anno, da 6 milioni a stagione. Cifre impossibili per il Grifone ma una formula, con il club tedesco, si può sempre trovare. Il Napoli, va detto, sembra al momento in vantaggio, anche perché può proporgli un palcoscenico europeo. Toni non ha ancora preso una decisione, dopo che il suo rapporto con la Roma si è concluso: il Genoa può ancora giocarsi le sue chances. A proposito di Roma: ieri il club giallorosso ha trovato il successore di Toni. È Adriano, reduce da una stagione al Flamengo. Nelle scorse settimane, anche il Genoa aveva fatto un tentativo per ingaggiarlo. 'Sì, avevamo richieste dalla Turchia e da altri club italiani (Genoa e Napoli, ndr), ma la volontà del ragazzo è quella di mettersi in discussione a Roma', ha spiegato il suo procuratore Gilmar Rinaldi. Preziosi e Gasperini hanno affrontato il tema obiettivi. 'Faremo di tutto per migliorarci rispetto all'anno scorso. L'idea di partenza è quella di arrivare nella parte sinistra della classifica. Poi tutto dipenderà dal tipo di campagna acquisti che riusciremo a fare: a fine mercato faremo il punto della situazione. Non mi piace vendere frottole o illusioni', ha spiegato il presidente, rivendicando il merito di aver costruito una società forte: 'Quando sono arrivato non c'era nulla, ora la Covisoc ci ha fatto i complimenti per il bilancio'. Per quanto riguarda le comproprietà, l'appuntamento con la Juventus per Criscito e Palladino è fissato per la settimana prossima. Quello con il Bari per Bonucci è ancora da programmare. Ora però i pugliesi hanno un direttore sportivo: è Guido Angelozzi, l'anno scorso al Lecce. 'Sono due comproprietà libere ma vogliamo trattenere entrambi. Su Bonucci c'è la Juve, non l'Inter, ma va via solo per un'offerta da manicomio. Prima di tutto, però, dobbiamo riscattarlo dal Bari. Rischio buste per tutti e due? C'è, ma allora vuol dire che i rapporti con le altre società sono chiusi'. Giocatori incedibili? 'Non ce ne sono. È evidente che non possiamo trattenere tutti insieme Bonucci, Ranocchia, Sokratis, Dainelli e Bocchetti. Uno andrà via, in base alle offerte che arriveranno'. Gasperini: 'Criscito è il più difficile da sostituire, per il resto vediamo le richieste'. (Il Secolo XIX)