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Più che una manita è stata una...manata. Uno schiaffone a mano aperta in pieno viso,  tanto improvviso quanto doloroso. La cinquina rimediata ieri sera dal Genoa in quel di Sassuolo è una di quelle lezioni difficili da digerire dalla quale si possono però imparare importanti insegnamenti in vista del futuro.

Quella che aveva tutte le premesse per essere una serata stupenda è improvvisamente trasformata in una notte da incubo per Criscito e compagni. L'inizio scoppiettante dei rossoblù, trascinati dall'entusiasmo di oltre mille tifosi giunti al seguito della squadra e coronato dall'ennesimo graffio del pistolero venuto dall'est, si è presto tramutato in una dolorosa illusione. È bastato poco più di un quarto d'ora per far cadere uno alla volta tutti i sogni di gloria dei genoani. Le giocate del duo afrosassuolese composto da Babacar e Boateng, con la gentile e non richiesta partecipazione dell'intero pacchetto arretrato rossoblù, hanno capovolto in meno di quindici minuti l'inerzia di una gara che sembrava essersi incanalata nei giusti binari per gli uomini di Davide Ballardini. E così invece che prolungare la mini striscia di risultati utili iniziata poco prima di Ferragosto in Coppa Italia con il Lecce e proseguita sette giorni fa in campionato con l'Empoli, si è incappati nella peggiore disfatta da quando le redini del Grifone sono passate dieci mesi fa nelle mani del nocchiere romagnolo.
Una sconfitta pesante, nei numeri e nelle modalità, dalla quale tuttavia i rossoblù dovranno necessariamente estrapolare qualcosa di buono. Magari approfittando della prima pausa del torneo per riflettere a mente fredda su quanto non ha funzionato ieri sera al Mapei Stadium. Al di là dei molti errori individuali, degli abbagli tattici e delle ottime giocate degli assi neroverdi, l'impressione che si è avuta nel guardare il triste spettacolo andato in scena a Reggio Emilia era che il Genoa fosse sceso in campo con un'eccessiva leggerezza. A differenza di un avversario spietato e concentrato, i liguri hanno dato la sensazione di essere troppo sicuri dei propri mezzi venendo puntualmente puniti dalla loro stessa tracotanza prima ancora che dagli innegabili meriti dei rivali.

A volte però sono proprio cadute del genere, soprattutto quando arrivano ad inizio stagione, a farti capire di aver sbagliato strada e a permetterti di tornare precipitosamente sui tuoi passi per non perdere la retta via. Questo deve fare adesso il Genoa: un bel bagno di umiltà dopo l'esaltazione delle scorse settimane. La salvezza, obiettivo minimo stagionale, è indubbiamente a portata di mano ma per raggiungerla occorrerà registrare subito gli ingranaggi di un sistema ancora imperfetto. Magari anche grazie a qualche salutare schiaffone.