Commenta per primo
Oramai, dopo 5 presenze con la nuova maglia del Verona, è giunto il momento di parlare un poco di Diego Simeone e del suo rendimento in queste prime gare in gialloblù. Ammettiamolo: è arrivato tra i mille dubbi, miei compresi, a inizio stagione, in un reparto dove c'era l'estremo bisogno di una punta che sapesse finalmente finalizzare tutto il gioco creato dal meccanismo di gioco messo in piedi da Juric e attualmente ben continuato da Tudor. Simeone non arrivava certo da stagioni entusiasmanti al Cagliari, messo praticamente in disparte dalla società e dai tifosi che, spazientiti, non aspettavano altro che la cessione del giocatore, come fosse una zavorra della quale privarsene nel miglior tempo possibili. L'Hellas quindi stava figurando come prossima vittima sacrificale dell'inconsistenza del giocatore, ereditando un peso quasi scontato. 

Al di là dei dubbi, per fortuna, il campo poi è sempre l'ultimo a mettere l'ultima parola. A questo punto allora, la domanda alla quale si andrà ora a rispondere, nel tentativo di analizzare e di dare un giudizio quanto più esaustivo sul giocatore, sarà: alla fine si è rilevato un buon acquisto quello di Giovanni Simeone? Dunque, partiamo con ordine. Nella prima gara contro il Bologna si era fatto poco vedere, complice il fatto che la squadra intera si stava per rivoluzionare quando da lì a poco Juric avrebbe definitivamente salutato Verona. Il giocatore però, nel silenzio degli allenamenti, stava cercando di ritrovare soprattutto la forma fisica adatta per avere un impatto quanto più sperato su di un reparto che aveva bisogno della sua esplosività e della sua velocità. Non è stato semplice quindi per lui togliersi subito tutti i pregiudizi e i dubbi che abbiamo precedentemente elencato, ma dalla partita contro la Roma ecco che qualcosa è scattato e finalmente l'entusiasmo perso oramai da tempo sembra essere tornato in primis proprio nella mente di Simeone. Niente gol, ma un assist vincente che lo rende ufficialmente parte integrante, e soprattutto utile, alla manovra corale. Il tanto sognato gol arriva con il Genoa e da lì, una volta sbloccato, ecco che arriva il suo secondo centro proprio nell'ultima gara contro lo Spezia. Insomma una curva che sembra essere in netta crescita. 
Le cause di tale ascesa sono quindi da riscontrare non solo nella testa del giocatore, che finalmente ha ritrovato la convinzione nei propri mezzi, ma soprattutto nell'ambiente che egli ha trovato a Verona, il quale lo ha sicuramente aiutato a ritrovare se stesso, coprendolo di totale fiducia. Una crescita quindi supportata da tutti, in primis da Tudor, che in lui sembra credere molto, data l'importanza che ad ogni partita gli pone già allo schieramento iniziale. Questo non può che far bene anche alla stessa sua reputazione e agli occhi dei tifosi, compreso il mio, che finalmente stanno cambiando pensiero, mutando lo scetticismo iniziale in entusiastica speranza. Come andrà a finire? Ovviamente si spera in meglio. Si spera che Simeone riesca a ritrovare quella continuità assai fondamentale per un attaccante, che lo possa addirittura portare a vero perno di tutta la squadra. 

Fiducia quindi, ora che i giochi si fanno duri. Il prossimo avversario sarà il Milan e quale miglior occasione per tirar fuori tutto il carattere che contraddistingue il giocatore la squadra intera. Un DNA condiviso che dovrà mostrarsi in una gara dagli alti contenuti morali e tecnici.