Vincenzo Iaquinta, condannato in primo grado nel processo Aemilia, torna a parlare. Queste le parole rilasciate dall'ex attaccante della Juventus, campione del mondo con l'Italia nel 2006, rilasciate a Le Iene nella punta che andrà in onda domenica sera: "Senza il sottoscritto e mio padre questo processo non sarebbe interessato a nessuno . Lo stiamo tenendo su noi, ai media interessa solo questo. Sui giornali si parla solo di me e mio padre. Ci sono state 119 condanne, ma non le hanno nemmeno citate. Ci sono altri due gradi giudizio e la verità verrà fuori per forza".

SENZA DUBBI - "Sono sicuro al 100% dell’innocenza di mio padre. Credo nella giustizia e lotterò fino alla fine. A essere famosi ci sono i pro e i contro. I giornali mettono solo: due anni a Iaquinta per ’ndrangheta, maledizione! Solo sentire la parola ‘ndrangheta mi fa paura".

'MAFIOSO' - "Un giorno mi sono fermato al McDonald’s. Una signora che era alla cassa mi ha riconosciuto: ‘Ah, c’è Iaquinta’. E di là quello che lavava i piatti ha detto: ‘Ah, quel mafioso!’. E io c’avevo i bambini in macchina, vi rendete conto?".