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L'allenatore dell'Inter, Antonio Conte parla del pareggio contro il Parma e spiega come la rosa corta lo tenga in ansia. 



“Abbiamo giocato male nel primo tempo e gli abbiamo facilitato la vita con due errori, ma nel secondo tempo siamo entrati bene e con buon ritmo, avremmo meritato di vincere. Però non posso dire nulla ai miei ragazzi, è la seconda partita in sei giorni e giocano sempre gli stessi, questo non mi rende sereno. La rosa è ridotta ai minimi termini e far giocare sempre gli stessi comporta un dispendio di energie dal punto di vista mentale e fisico. Dobbiamo fare delle valutazioni con la società perché sono preoccupato per il rischio infortuni e dobbiamo capire con la società dove possiamo migliorare. Campionato e Champions sono competizioni dispendiose e l’Inter non può permettersi di partecipare solamente. In questo periodo mi riesce molto difficile dire qualcosa ai calciatori, stanno dando il 100% e rimangono quattro partite d giocare”. 



C'È QUALCOSA CHE NON VA - “Ogni discorso deve essere costruttivo - continua Conte - oggi avevamo in panchina Asamoah con problemi al ginocchio, abbiamo rischiato de Vrij con dolori al pube. Vicino è tornato dall’Uruguay con un problema al quadricipite e tutte queste situazioni devono portarci a una riflessione perché siamo all’inizio di un percorso e non bisogna crescere solo in campo ma su tutto, con attente valutazioni. Sono preoccupato e lo ero anche prima del Dortmund e col Sassuolo, aumentano le partite e la preoccupazione avanza perché i giocatori sono sempre gli stessi e si aggiungono altre piccole problematiche. Per questo quando sento certi discorsi mi vengono i peli dritti così. Non possiamo metterci le mani davanti agli occhi perché queste sono situazioni borderline. Il prossimo anno dovremo fare tesoro di queste situazioni e non ripetere gli stessi errori. Dobbiamo sperare che le cose vadano sempre bene e farci il segno della croce sperando sia tutto ok, ma non vuole essere una critica alla società. Quest’anno stiamo puntando su giocatori giovani come Esposito, che l’anno scorso era in Primavera. Se Esposito a 17 anni è improvvisamente diventato la panacea a tutti i mali c’è qualcosa che non quadra, qualcosa che non funziona. Siamo l’Inter”.