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Francesco Guidolin, ex allenatore dell'Udinese, parla a la Gazzetta dello Sport di Samir Handanovic, Kwadwo Asamoah e Alexis Sanchez, i tre giocatori dell'Inter allenati in Friuli: "Sanchez? La cosa fondamentale è il ruolo: può giocare esterno in un 4-3-3, può fare la prima punta, ma il suo posto è quello di trequartista. Quando cambiammo il modulo piazzandolo dietro a Di Natale nel 3-5-1-1 diventò devastante. Svariava su tutto il fronte, giocavamo senza punti di riferimento. È ottimo anche in fase di non possesso. United? Non so cosa sia successo Manchester. Ma nei primi anni all’Arsenal ho rivisto il giocatore che voleva diventare il più forte al mondo. Ci è andato abbastanza vicino. E’ sempre stato umile, sicuramente i soldi e il successo non lo hanno cambiato. Sempre solare e disponibile, non smetteva mai di allenarsi, bisognava fermarlo". 

CON LUKAKU - "Alla grande: con Di Natale giocava sempre palla a terra e triangolazioni veloci, Lukaku sa dialogare ma ha anche potenza fisica. Se tutti e due rendono al massimo sono la coppia meglio assortita e più pericolosa del campionato". 

SU ASAMOAH - "Con noi giocava mezzala, ma già allora si era allenato a fare l’esterno. In fascia giocava Armero che non tornava mai. E a lui toccava fare il centrocampista e anche andare a tappare i buchi che lasciava Pablo. Lo abbiamo preparato". 

SU HANDANOVIC - "Samir me lo ricordo piuttosto taciturno, però determinato. Guidava già a 25 anni tutta la difesa. E a livello tecnico è migliorato di anno in anno: è fra i più forti al mondo. L’essere diventato capitano è testimonianza di una maturazione di un giocatore intelligente".