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Comincia stasera la stagione 2022/2023 dell’Inter. A parlarne è un ex grande nerazzurro, Jurgen Klinsmann La Gazzetta dello Sport. Tra il bentrovato a Lukaku, paragoni scomodi e le aspettative per un suo connazionale e per i risultati di Inzaghi.

LUKAKU – “Non sono stupito che Romelu sia tornato a Milano, anzi gli do il bentornato nella sua vera casa. Ma bisogna anche aggiungere che niente è scontato... Un pizzico di rischio c’è: questa è un’altra Inter, gioca in maniera diversa e ha fatto una grande stagione senza di lui. Adesso Lukaku dovrà mettersi a disposizione ripartendo da zero dentro un sistema diverso: segnando, ci deve riconquistare. Ma non ho dubbi che succederà: è tornato per essere di nuovo felice".

INZAGHI – “L’allenatore mi piace tanto, cresce bene. Ovviamente, non è ancora un Lippi o un Trapattoni, ma può diventarlo. Certo lo scudetto mancato dell’anno scorso mi ha deluso: la squadra giocava benissimo. Quest’anno ci sono tante squadre che possono vincere. Le milanesi, la Roma, il Napoli e la Juve che ha preso Kostic: lo conosco bene, in Bundesliga faceva la differenza".
ITALIANI – “Per gli italiani dell’Inter, il loro Mondiale sarà la squadra di club: non solo con la possibilità di rivincere lo scudetto, ma anche con quella di andare avanti il più possibile in Champions. Questa squadra può riuscirci. Barella sta diventando sempre più un piccolo Matthäus. E quanto mi piace Bastoni quando porta su la palla con il sinistro: bravissimo!".

LU-LA – “Aspetto la prova del campo per la coppia ma ho fiducia pensando al passato. Lautaro è cresciuto tantissimo, è diventato un leader e un goleador con molta più responsabilità. È stata la mossa giusta non prendere Dybala. Lui è un vero talento, ma dove lo avremmo messo? Non sono dispiaciuto che non sia arrivato perché non c’era lo spazio giusto per inserirlo. La Roma, comunque, con lui ha fatto un colpo".

MERCATO – “Skriniar deve restare, è importantissimo. Così come lo sarà Gosens: l’anno scorso aveva davanti un mostro come Perisic, ma ora ha campo libero per tornare ai suoi livelli. È un giocatore che non si abbatte e corre, mette le ali: l’Inter vedrà presto il vero Robin".