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E 2. Inter colpita e affondata. Contro la Lazio (complimenti!) arriva la seconda sconfitta: di fila dopo quella in Coppa Italia con il Napoli; in questo campionato dopo il ko in un altro scontro diretto, con la Juve. Che tra due settimane riceverà allo Stadium i nerazzurri (ora a -3 dal primo posto), i quali sperano di recuperare San Handanovic. 

Il portiere sloveno non c'è e la sua assenza si sente eccome. Tutte le colpe ricadono sul "povero" Padelli, ma non è l'unico responsabile sui due gol presi. Nell'azione che porta al rigore di Immobile c'è pure un errore di Skriniar. In occasione della rete di Milinkovic, dopo il salvataggio sulla linea di Brozovic, Vecino sbaglia il rilancio. Stavolta Barella e Lautaro non riescono a fare la differenza. Dall'altra parte Strakosha non era stato impeccabile nella respinta sul tiro da fuori area di Candreva prima del tap-in di Young. 

Una settimana fa nell'intervallo c'era stata la svolta nel derby di Milano vinto in rimonta. Ieri a Roma l'Inter chiude il primo tempo in vantaggio, ma torna in campo nella ripresa un po' troppo morbida. Come evidenziato nel dopo-partita da Conte, apparso stranamente poco arrabbiato nonostante la sconfitta. Non lo innervosiscono nemmeno le domande su Eriksen, entrato nell'ultimo quarto d'ora al posto di Brozovic. Il vero cervello della squadra, che non può mai fare a meno di lui. 

L'Inter ha 8 punti in più dell'anno scorso, ma nelle prime cinque giornate del girone di ritorno ha raccolto 7 punti in meno rispetto all'andata. Per vincere lo scudetto bisogna tenere lo stesso ritmo dei primi 19 turni chiusi a quota 46 punti. Serve un cambio di marcia, a partire dai prossimi impegni con la Sampdoria di Ranieri a San Siro e sul campo della Juventus campione d'Italia