Mentre il Milan ha preparato la Supercoppa con una battaglia di centoventi minuti contro la Samp (e almeno l’ha vinta), la Juve ha sostenuto un buon allenamento in quel di Bologna (ha prevalso 2-0) benché abbia lasciato in panchina le sue stelle più splendenti, a cominciare da Ronaldo. Mercoledì, nella sfida che darà il primo trofeo della stagione, Allegri partirà dunque con un vantaggio in più rispetto a Gattuso: la freschezza atletica. Come se non bastasse la differenza tecnica.

 

Oltre a qualificarsi ai quarti di Coppa Italia, dove troverà la vincente di Cagliari-Atalanta, la Juve a Bologna ha anche verificato le condizioni di due ragazzi sui quali in queste settimane di mercato aperto ci sarà da discutere.

 

Il primo è Kean, che il bulimico Allegri vuole tenere con sé, convinto che gli possa tornare utile. La nostra convinzione è che invece troverà raramente spazio, perché quando le partite conteranno davvero gli saranno preferiti altri, com’è scontato e normale che sia: se hai Ronaldo, Dybala, Mandzukic (per quanto adesso infortunato), Douglas Costa e Bernardeschi (autore del primo gol al Bologna), come può trovare spazio un ragazzino del 2000? E allora meglio mandarlo in prestito, perché il giovane Moise è pronto per essere titolare in serie A - non nella Juve ovviamente - per qualità tecniche, fisiche e anche temperamentali (ci pare francamente che abbia un’altra testa e un altro atteggiamento rispetto a Balotelli, al quale viene spesso paragonato). A Bologna, Kean si è proposto, ha lottato e segnato anche un gol, quello del raddoppio: non una prestazione sensazionale, però decisamente positiva, e la sensazione è che possa dare molto di più.

 

L’altro ragazzo di cui parliamo è Spinazzola, al debutto stagionale dopo un lungo infortunio e un paio di partite in Primavera: ebbene, per lui il discorso ci sembra possa essere differente, anzi opposto, perché può diventare la vera alternativa a Alex Sandro. Già a Bologna ha fatto bene: preciso e puntuale, non ancora intraprendente però in condizione già più che accettabile, quasi sorprendente.

 

Il resto è stata accademia, o quasi, anche quando sono entrati i fenomeni, prima Ronaldo e poi Dybala, a incontro chiuso. Ma il Bologna non è dispiaciuto, a dispetto dei commenti negativi che lo accompagnano. Si è avuta l’impressione che i nuovi arrivati - Soriano e Sansone - possano migliorarlo parecchio, di sicuro lo ha condizionato quel gol regalato da Da Costa in avvio di partita. Impossibile risalire il risultato contro la super Juve. La squadra però ha un’anima, che le ha dato Inzaghi. Non a caso i tifosi se la sono presa con i dirigenti (Saputo, Fenucci, Bigon), ma non con l'allenatore.

 

HARAKIRI - Se sei infinitamente più scarso dell’avversario e vuoi provare l’impresa, la regola base è una: vietato fare regali. Il Bologna, invece, impiega appena nove minuti per offrire alla Juve un pacco dono con il fiocco. Lo confeziona l’inquietante portiere Da Costa, il quale esce in modo grottesco, travolge il compagno Calabresi e si fa sfuggire la palla di mano consegnandola a Bernardeschi: subito 1-0.

 

E’ l’azione che può spianare la strada alla Juve: piena di contropiedisti com’è - Douglas Costa, ma anche Kean e lo stesso Bernardeschi - la squadra di Allegri ha l’opportunità di affondare l’avversario. Ma il Bologna non concede spazi né metri: la scelta di Inzaghi è quella di tentare di rimanere in partita, almeno nel risultato. Il  suo 3-5-2 tiene, benché Pulgar - acciaccato - sbagli molto più del solito; il contributo dei nuovi Soriano e Sansone non può essere ancora straordinario ma si avverte (il primo mette qualità in mezzo, il secondo velocità in avanti). La Juve ha un paio di occasioni per chiuderla, soprattutto su azione d’angolo, ma non le sfrutta.

 

Così pian piano il Bologna rimette fuori la testa, sospinto soprattutto da Dijks, il quale trova modo di fare ammonire addirittura due bianconeri, Bernardeschi e De Sciglio, e allo scadere del primo tempo ha una buona palla per pareggiare, ma spara fuori. E proprio la fascia destra è il lato debole della Juve, perché De Sciglio è stranamente in difficoltà e sbaglia un’infinità di passaggi.

 

MOISE - Il gol segnato da Kean a inizio ripresa chiude definitivamente la contesa, perché il Bologna - che fatica ad affacciarsi in area juventina - non può certo avere la forza per rimettere in piedi una partita nella quale è sotto di due gol. Comunque non molla e non crolla; rimane in piedi e questo è un segnale confortante in vista delle prossime sfide per la salvezza. La Juve, invece, va a Gedda per prendersi il primo trofeo. Contro il Milan mercoledì non è favorita: è strafavorita.



@steagresti
IL TABELLINO

Bologna-Juventus 0-2
Marcatori
: p.t. 9' Bernardeschi; s.t. 4' Kean.
Bologna (3-5-2): Da Costa; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello (24' s.t. Orsolini), Svanberg (18' s.t. Donsah), Pulgar, Soriano, Dijks; Sansone, Destro (32' s.t. Palacio). A disp. Skorupski, Corbo, Pirana, Gonzalez, De Maio, Krejci, Mbaye, Palacio, Okwonkwo, Falcinelli. All. Inzaghi.
Juventus (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Spinazzola (34' s.t. Alex Sandro); Emre Can, Pjanic, Khedira; Bernardeschi, Kean (18' s.t. Ronaldo), Dougls Costa (32' s.t. Dybala). A disp. Perin, Pinsoglio, Benatia, Matuidi, Rugani, Bentancur. All. Allegri
 Ammoniti: p.t. 30' Bernardeschi (J), 43' De Sciglio (J); s.t. 24' Emre Can (J), 37' Soriano (B).