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La Juventus Primavera si è ufficialmente ripresa e il Derby d'Italia vinto contro l'Inter unita alla splendida vittoria di Youth League contro il Chelsea sono la dimostrazione di come il lavoro di Andrea Bonatti stia finalmente dando i suoi frutti. Un allenatore cresciuto all'interno del club bianconero dall'Under 16 in su, con un profilo e uno stile che si pone in mezzo fra il pragmatismo di Massimiliano Allegri e il perfezionismo (anche durante le gare in cui guida con il joystick i propri ragazzi) di Antonio Conte, ovviamente con le dovute proporzioni dato il percorso. In 6 gare ha sperimentato e cercato diverse soluzioni per far quadrare una squadra con una potenzialità offensiva enorme, ma che aveva la tendenza a subire troppo. La chiave tattica è stata la conferma del 4-4-2 con l'inserimento fra gli esterni offensivi di Gabriele Mulazzi, autentico trattore in grado di equilibrare entrambe le fasi.

JOLLY A TUTTA FASCIA - Esterno classe 2003 nato e cresciuto a Torino, è sempre stato un giocatore di fascia, anche se da piccolo si destreggiava da esterno alto e solo più avanti nel corso della sua giovane carriera è stato abbassato in quello di terzino. Un percorso che lo ha fatto maturare parecchio in fase difensiva pur non perdendo le sue innate qualità di spinta. Una duttilità premiata anche in tutte le nazionali under italiane in cui è stato più volte schierato anche da terzino sinistro.
ARATO LE FASCE DI INTER E CHELSEA - Tanta corsa, ma non solo. Perchè quando hai queste doti fisiche devi saper abbinare anche un piede importante e Mulazzi sta crescendo molto anche in questo fondamentale. Cross per i compagni, come quello fornito a Turco nel derby d'Italia contro l'Inter, dopo aver arato la fascia destra e messo costantemente in difficoltà uno dei laterali più promettenti del torneo come Carboni, ma anche tiri verso lo specchio in inserimento in area come quello che ha portato al gol segnato al Chelsea nell'enneisma prova maiuscola da 8 in pagella.

DAL TORO ALLA JUVE - E dire che il suo percorso calcistico, da giovanissimo era iniziato con la maglia del Torino. Da tifoso bianconero doc, tuttavia, appena è arrivata la chiamata della Juve non ci ha pensato su due volte sposando un progetto partito in giovanissima età. Il ricordo più bello di questi anni? Agli amici racconta sempre di quel gol segnato al Real Madrid quando aveva solo 12 anni. Gli piace il basket, segue l'Nba e se non avesse fatto il calciatore si sarebbe buttato nel mondo del fitness o dello sport più in generale. Quelo sogno, però, sta lentamente diventando realtà. Del resto la Juve ha scelto di puntare su di lui già lo scorso novembre 2020 quando ha firmato il suo primo contratto da pro con i bianconeri.