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Edy e Mou hanno tre lettere a testa, 18 anni di differenza e un mestiere in comune. Mourinho nasce a Setubal nel 1963, Reja quell'anno era già nelle giovanili della Spal. Edy è primo in classifica e fa più notizia di Mou, perchè del portoghese non ha lo stesso materiale a disposzione. Ma cinque identici punti di vista, quelli sì.

Primo, i moduli: Mourinho ha vinto tutto con l'Inter passando dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1. Era partito con il 4-3-3 per far largo a Quaresma, una falsa partenza si concede a tutti. Reja era partito con il 3-5-2: una sconfitta a Genova alla prima giornata e poi largo alla difesa a quattro. A Bari la Lazio ha stravinto con il 4-2-3-1, aspettando gli avversari. 'Ma perchè l'Inter come giocò?' pensa Reja. e quando c'è da fare la partita, come domenica contro il Cagliari, spazio al 4-3-1-2.

Secondo, Zarate-Eto'o. Disse Edy un giorno di maggio: 'Eto'o all'Inter fa il terzino, non vedo perchè non possa farlo pure Zarate'. I due hanno passato agosto a beccarsi, ora Maurito si è convinto e a Bari ha sgobbato su e giù per la fascia. Terzo: la preparazione Mourinho fece scalpore perchè disse stop al precampionato vecchio stampo, con le corse nei boschi e tutto il corollario degno dei preparatori dell'ex Unione Sovietica. Così si è preparata pure la Lazio in estate. E ora i frutti si vedono.

Quarto: le motivazioni, Mou è un grande motivatore: cura in prima persona i rapporti con la squadra, senza intromissioni. Reja a marzo buttò fuori la società dallo spogliatoio e oggi motiva i giocatori con i faccia a faccia: bastano quelli, senza bisogno di far vedere film tipo 'Il gladiatore'.

Quinto: la mentalità. Mou ha regalato all'Inter uno stile europeo in casa e fuori. Reja ha dato alla Lazio il possesso palla, prima sconosciuto, oggi segreto di ogni vittoria. 16 punti dopo 7 giornate. Guarda caso, gli stessi di Mou nei due anni nerazzurri.

(Gazzetta dello Sport - Edizione Roma)