88
Giorgio Chiellini ha scelto i canali ufficiali della Juventus per un ultimo commiato alla squadra che è stata sua per 17 anni e ai propri tifosi. In un'intervista in cui ha ripercorso alcuni dei momenti più simbolici coi colori bianconeri addosso e quelli della Nazionale, nella quale non sono mancati i momenti di profonda commozione parlando di affetti e di famiglia. Ma anche di compagni di squadra e amici fuori dal campo come Buffon, Bonucci e Barzagli.

"La BBC è un un pezzo di storia della Juve, in dieci anni abbiamo condiviso tanto, tutto. Penso che Gigi sia quello con cui ho giocato di più nella mia vita. Leo è il secondo. Con Barza un po' meno, ma siamo lì. Buffon è genuino, è vero e ti coinvolge in tutto quello che fa. È speciale. Barzagli per tutti noi era una roccia in campo e fuori, perché comunque riusciva ad essere autorevole ma con i giovani e i sudamericani aveva più leggerezza di noi. Di Leo sicuramente mi piace l'energia che ha e riesce a mettere con tutti. Ha proprio un'energia che sprigiona ed è inesauribile. Contro i tanti suoi detrattori ha dimostrato di fare una carriera che nessuno di loro pensava. La realtà è che tutti noi ci siamo migliorati a vicenda. Senza la presenza di uno o dell'altro saremmo stati meno bravi: non ce n'è uno che non abbia beneficiato della presenza dell'altro. Credo sia una cosa molto bella".




Sull'eredità che Bonucci dovrà raccogliere: "Ora sarà un po' più solo, proverà lo stesso sentimento che ho provato quando è andato via Gigi. Rimanere solo ti dà la possibilità di colmare il vuoto che lascia il tuo compagno e farlo nel giusto modo. Leo ha personalità, dovrà essere se stesso e sicuramente lo sarà con i suoi pregi e i suoi difetti per guidare la squadra nei prossimi anni che dovranno vederci tornare a sollevare un trofeo. E mi auguro che Leo già il prossimo anno sollevi il suo primo trofeo da capitano".

Sulle sue ultime stagioni: "Avrei dato un'altra gamba per arrivare al decimo scudetto di fila e uscire di scena così. Però abbiamo fatto qualcosa di incredibile, l'importanza della proprietà in questi dieci anni è innegabile. Penso di aver dato tanto alla Juve, ma penso di aver ricevuto nettamente di più, mi ritengo fortunato ad aver scritto pagine di storia di questo club. Le delusioni più grandi? Berlino mi è rimasta qui, era stato l'unico anno in cui non avevo avuto neanche un infortunio e per me è una rarità. Fino a cinque giorni prima della finale avevo saltato solamente un paio di partite per gestirmi, poi purtroppo il polpaccino è venuto a bussare alla porta. Cardiff? È stata una delle sconfitte più brutte, anche se arrivarci era tutt'altro che scontato. Rimane la delusione, ma non i rimpianti, perché avevamo fatto il massimo". 

Sul suo futuro: "Ci sono sicuramente questi colori, dovrò imparare nuove cose, ma lo farò sempre con la stessa passione e dedizione che ho sempre messo nel mio lavoro".