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Una crescita progressiva e dirompente, per provare a trascinare il suo Brondby verso un titolo che manca ormai da 16 anni ed interrompere la recente egemonia instaurata dal Midtjylland. E per prendersi palcoscenici ben più prestigiosi della Superligaen danese, visto che anche in Italia si sono accorti delle potenzialità e del talento di Jesper Lindstrom. Classe 2000, nato a pochi chilometri da Copenaghen, il centrocampista offensivo autore già di 10 gol nel corso di questa stagione è uno dei fiori all'occhiello dei "ragazzi della periferia ovest" (il sobborgo di Brøndbyvester, per l'appunto).

COME ERIKSEN? -  Squadra capace negli anni di regalare al proprio Paese e al calcio internazionale campioni del calibro di Peter Schmeichel o i fratelli Laudrup e alla ricerca da tempo di un leader al quale aggrapparsi per tornare protagonista. Lindstrom entra nel vivaio del Brondby all'età di 13 anni e, dopo la trafila iniziando da centrocampista centrale, è con la formazione Under 19 che si afferma definitivamente come giocatore di chiara propensione offensiva. Prima di diventare nel corso dell'attuale campionato, quello della consacrazione, una mezz'ala capace di abbinare un grande senso tattico a perfetti tempi di inserimento e freddezza sottoporta. Con le dovute proporzioni, sulle orme di un certo Christian Eriksen. Spicca in particolare la sua grande qualità nel leggere in anticipo l'azione e sapersi conquistare la posizione migliore per risultare il più efficace possibile negli ultimi trenta metri.
LA SERIE A OSSERVA - Aiutato da una struttura atletica asciutta e longilinea, Lindstrom è un calciatore che sa muoversi abilmente negli spazi stretti e che si sa far valere negli uno contro uno. Calciatore moderno e perfetto per l'interpretazione del suo ruolo che, secondo i bene informati, avrebbe ulteriormente affinato attraverso una pratica continua e proficua coi videogiochi. Il suo contratto col Brondby scade a giugno 2023 ma, dopo il campionato da assoluto protagonista che ha disputato, il suo nome è inevitabilmente finito sul taccuino di diversi club europei, tra cui il Bologna e la Sampdoria, che hanno in Walter Sabatini e Riccardo Pecini due talent scout di assoluto valore.