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Gonzalo Higuain è un articolo da maneggiare con cura. Trattasi di campione, una specie comune a Milanello qualche anno fa, ma attualmente in via d’estinzione. Attualmente di esemplari ne abbiamo due, forse 3, e uno è proprio il Pipita. Sicuramente dei 3 è quello con più titoli, più esperienza e numeri che parlano da soli per lui e per la sua carriera. Soprattutto in Italia. Dai tempi di Ibra il Milan non aveva un numero 9 di questa portata, un potenziale trascinatore, un punto di riferimento. Se da quest’estate si parla di “obiettivo Champions League” è solo grazie all’arrivo di Higuain che negli ultimi anni è stato il miglior centravanti della Serie A. Non a caso ha giocato nelle prime due squadre della categoria. Il Milan da anni veleggia tra il sesto e l’ottavo posto. Se al posto di Higuain fossero rimasti gli attaccanti acquistati dalla coppia Fassone-Mirabelli, non avremmo puntato alla zona Champions League, ma nella migliore delle ipotesi alla zona Europa League. Ergo: se perdiamo Higuain possiamo dimenticarci anche quest’anno non solo di entrare in Champions League, ma anche di lottare fino alla fine con le due romane per centrare il quarto posto.

Per questa ragione Gattuso e Leonardo devono fare di tutto per “non perderlo”. Cederlo adesso sarebbe una follia e significherebbe gettare alle ortiche l’ennesima stagione. Anche perché a gennaio e con gli attuali limiti economici un sostituto del Pipita sarebbe introvabile. Ma quando dico “non perderlo” non significa solo “non cederlo”,  ma anche non escluderlo dal progetto. Non farlo demotivare. Non tagliarlo fuori. L’effetto di un Higuain demotivato in partita e soprattutto in allenamento lo abbiamo già visto durante il mese della squalifica: scrivo “mese” perché le due settimane imposte dal giudice sportivo si sono sommate alle due delle nazionali, il che ha prodotto 30 giorni di allenamenti blandi dell’argentino e di conseguenza una condizione atletica a dir poco imbarazzante.

Ecco, questo è tutto quello che bisogna evitare se vogliamo avere Higuain carico, motivato e al centro del progetto. In questo senso le bacchettate di Gattuso e soprattutto Leonardo forse non sono state proprio il metodo migliore per avere il 100% dal Pipita. L’obiettivo deve sempre essere il “bene” del Milan e per il bene del Milan serve un Higuain al 100%. A qualsiasi costo. Non ci sono alternative. Un tempo, se era demotivato Ronaldinho o Pato, avevamo Cassano, Ibra, Robinho ecce cc. Oggi abbiamo solo Higuain. Teniamocelo stretto.