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Tesoretto: una parola che nel calciomercato ormai spopola, pure troppo quando viene accostata alle formazioni del nostro campionato, notoriamente a corto di risorse da investire. Vendere prima di comprare diventa quindi un imperativo, ma un conto è la strategia portata avanti con successo lo scorso anno da Roma e Napoli, che si sono privati dei loro pezzi pregiati (Marquinhos, Lamela, Cavani) per rivoluzionare le rispettive, un altro è portare avanti improbabili calcoli sui risparmi sugli ingaggi al lordo dei calciatori partenti. Parlando di Milan, dopo la decisione di sacrificare Balotelli per dare una svolta a una campagna acquisti sin qui poco scoppiettante, sono partite contemporaneamente la caccia ai prossimi colpi rossoneri e al budget a disposizione di Galliani per accontentare le richieste di Inzaghi.

MILAN, QUALI RISPARMI? - I soldi che non saranno versati per la prossima annualità a Kakà, Robinho e allo stesso Supermario, uniti ai 20 milioni che saranno incassati dalla vendita dell'attaccante della Nazionale hanno illuso qualcuno (in primis i tifosi) che le risorse da reinvestire per rinforzare la squadra fossero improvvisamente lievitate, passando da 0 (o poco più) a 20, 30, 40, 50 milioni di euro. La verità è un'altra: per un ingaggio risparmiato ce n'è sempre un altro (se non di più) da corrispondere al sostituto e sulla vicenda Balotelli vanno tenuti in considerazione tutti i numeri che riguardano la sua breve esperienza rossonera.
QUEI SOLDI AL CITY - Il Milan trarrà un indubbio sollievo sul fronte della propria situazione finanziaria dal fatto di non dover versare complessivamente 33 milioni di euro lordi per gli emolumenti di Kakà, Robinho e Balotelli; il monte stipendi, a fronte dell'assenza di introiti da qualsiasi competizione europea, subisce una bella sforbiciata, esattamente come richiesto dalla proprietà. Ma, se i 9 recuperati dall'ex Bambino d'oro sono serviti per finanziare le operazioni Menez e Alex e gli 8 di Robinho hanno portato in dote Diego Lopez e Armero, servirà un rimpiazzo all'altezza. Aspetto tutt'altro che secondario, esattamente come il denaro che il Milan deve ancora versare al Manchester City, la squadra dalla quale Galliani lo strappò nel gennaio del 2013.

4 MLN DI PLUSVALENZA - Pagato 23,5 milioni di euro all'epoca, le due società hanno concordato un dilazionamento fino al giugno 2017, con rate annuali di 5,2 milioni; questo significa che, ad oggi, i rossoneri hanno pagato il giocatore per un anno e mezzo spendendo complessivamente 7,8 milioni. Ne restano ancora poco meno di 16 da versare nei prossimi 3 anni, un onere non di poco conto per un club a corto di liquidità e chiamato a intervenire pesantemente sul mercato. A sorridere dunque sarà solo il prossimo bilancio che, oltre ad un ingaggio importante in meno, registrerà una piccola ma pur sempre significativa plusvalenza. In virtù degli ammortamenti, il Milan considerava di 16 milioni di euro l'attuale valutazione di Balotelli, rivenduto al Liverpool a 20 per un +4 che di questi tempi è grasso che cola.