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Non riesce la seconda impresa in finale: la squadra italiana della sciabola deve accontentarsi dell'argento, l'oro va alla Corea del Sud che domina dal primo all'ultimo assalto concludendo con 26-45, decide l'ultimo confronto tra Curatoli e Oh Sanguk. Senza Luigi Samele, infortunatosi in semifinale, con Enrico Berrè e Luca Curatoli tocca ancora ad Aldo Montano. Questa volta, però, l'esperto sciabolista non riesce a lanciare la rimonta e soffre: 0-5 contro Oh Sanguk nel secondo assalto (da 4-5 a 5-10 per gli asiatici) e niente da fare anche contro Kim (si va sul 7-20 per la Corea), va poco meglio contro Gu Bongil che passa per 3-5 (da 17-30 a 20-35). Finisce quindi con un argento la quinta Olimpiade e la carriera di Montano: "È stato meraviglioso chiudere una carriera così. È stata una vita e una carriera meravigliosa. Se avrei firmato per un finale così? Hai voglia!".





Aldo, questi Giochi, li avrebbe solo dovuti vedere da vicino. Troppi i 43 anni a novembre per reggere l'urto e tenere il passo e allora largo a Samele, Berrè e Curatoli. Il destino però ha vie strane e sa regalare l'occasione per fare la storia. E' così che Samele si fa male nel primo assalto contro l'Ungheria e tocca proprio a Montano contro Szatmari. Un parziale di +4 stoccate prezioso quello dell'esperto sciabolista azzurro (dal 25-30 al 32-35), che lancia la rimonta completata poi da Berrè e Curatoli, che contro il triolimpico Szilagy piazza un parziale di 5-4 che regala all'Italia il successo per 45-43 e regala, soprattutto, la finale con la Corea del Sud.
La chiusura di un cerchio, la quinta medaglia in altrettante Olimpiadi disputate. Due quelle che hanno lanciato Montano nel 2004, l'oro individuale nella sciabola e l'argento a squadre ad Atene, cui hanno fatto seguito i due bronzi a Pechino 2008 e Londra 2012 (sempre a squadre). D'altronde, i Giochi sono una questione di famiglia per i Montano: il padre Mario Aldo, il nonno Aldo e tre cugini del padre (Mario Tullio, Tommaso e Carlo) hanno tutti partecipato a passate edizioni delle Olimpiadi nella sciabola (tranne Carlo, fiorettista). Un destino tracciato e favorito anche dall'aiuto di grandi maestri come, sul finire degli anni '90, Viktor Sidjak, quattro volte campione olimpico e in precedenza avversario del padre di Aldo.

La sciabola l'amore della vita, non l'unica passione però per Montano. Forte la simpatia per la Juventus, ma è soprattutto per le belle donne e le liaison che Aldo si è preso le copertine dei rotocalchi. La storia con Manuela Arcuri finita 'per liti futili e furibonde' come raccontava l'attrice, poi quella con la showgirl Antonella Mosetti che con Aldo stava 'impazzendo'. Ma è Olga Plachina ad aver definitivamente rubato il cuore di Montano. Classe '97, modella e atleta (campionessa di corsa nei 400 metri), Olga Plachina è diventata sua moglie e nel 2017 ha dato alla luce la figlia di Aldo, Olimpia, e quest'anno il secondogenito Mario (nato a fine marzo), diventati il centro del mondo dello sciabolista azzurro. Pronto a tornare a casa dalla sua famiglia con una medaglia in più al collo.


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