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L'attaccante dell'Atalanta Luis Muriel ha concesso una lunga intervista a Il Corriere dello Sport, in cui ha parlato tanto di calcio ma non solo: “Il razzismo? Troppe chiacchiere e pochi fatti. In Italia c'è sempre un'insopportabile fase intermedia tra le cose che accadono e le decisioni da prendere, punendo pesantemente i responsabili. Non sono superficiale ma dovrebbe essere facile: quelli fuori dal coro vanno fermati. Stangati. Punto”.

Il calciatore colombiano ha poi parlato del suo rendimento stagionale. “Il miglior Muriel di sempre? Quasi, si avvicina, ma c'è un fatto che mi tormenta: l'assenza di continuità. Tutti dite che ho i colpi, intuizioni straordinarie, poi mi fermo per qualche partita. Gasperini mi sta aiutando molto in questo. Ho movenze alla Ronaldo? Bastassero quelle... Non scherziamo, ha poco senso. L'attaccante più forte del momento? Roberto Firmino, uno che con un colpo di tacco sa mandarti in porta".

Un altro allenatore a cui devo molto? “Giampaolo alla Samp mi ha dato una lezione molto bella: mi diceva sempre di aiutare in fase di non possesso, di sacrificarmi e i compagni avrebbero apprezzato. E poi mi dava molta libertà in fase d'attacco: “Se aiuti in fase di non possesso, hai carta bianca negli ultimi 30 metri, fai quello che ti viene meglio”.
Sul sì all'Atalanta: “Ero con la mia nazionale per disputare la Copa America, il mio procuratore mi avvisa di questa possibilità e partecipo a una conference call con Percassi padre e figlio: tifosi veri, appassionati, autentici e genuini. Mi hanno convinto in pochi minuti, Bergamo mi era entrata dentro anche se non l'avevo mai visitata”.

Esistono dei nuovi Muriel? “Mi piacciono El Chuco Hernandez del Maiorca e Luis Sinisterra del Feyenoord”.