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    Napolimania: una settimana passata a parlare di Insigne e Cavani tra ca...te e nulla cosmico

    Napolimania: una settimana passata a parlare di Insigne e Cavani tra ca...te e nulla cosmico

    • Marco Giordano
    Per fortuna, che domenica si torna in campo. Tra le cazzate sparate su Insigne in Nazionale ed i sogni pre-natalizi che prendono la forma di Edinson Cavani, non si può che esser contenti di quello che, finalmente, a parlare sia la Serie A. Se avessi una lampada dei desideri, con tanto di genio annesso, dopo aver sistemato i miei cari, penso che esprimerei come ultimo desiderio quello di cancellare per sempre la pausa per le nazionali. Ho letto, nel vizio sbagliato, di continuare a passare in rassegna giornali e web che Lorenzo, ieri sera, è stato irritante nei tocchetti, che segna troppo poco con la maglia dell'Italia. Quattro gol in trenta partite sono un bottino troppo magro, si dice: assunto innegabile se non si considera come ha giovato la nazionale da quando Insigne è nel giro dell'Italia, se non si considera che è stato spostato in tanti ruoli e con tanti compiti, se non si considera che sono effettivamente meno di venti le gare complessive giocate se si guarda ai minuti effettivi giocati. Se Insigne, poi, fosse stato Messi o Ronaldo avrebbe avuto qualche pallone d'oro in bacheca ed il Napoli qualche scudetto in più da mettere in mostra.

    INSIGNE DEVE FAR RIFLETTERE. Lorenzo è un ottimo calciatore, dal quale oggi la Nazionale non si può permettere di prescindere. Questo perché ha tecnica e talento: merce rarissima in un momento storico dove si raccolgono i frutti di vivai strutturati per produrre massicci robot e pochissimi calciatori. La sostanza è che anche quest'anno si alza il numero di stranieri impiegati e Mancini provoca apertamente convocando Grifo e Tonali per far capire che può far solo questo.

    IL FALLO, LA LETTERATURA ED I MESSAGGI. Se fossi un semplice tifoso del Napoli, chiederei con un flash mob di chiudere per sempre la vicenda Cavani. Ogni giorno potrei illudermi, ogni notte potrei sognarlo, per poi ritrovarmi con un nulla cosmico tra le mani. Da cronista, devo registrare un effettivo avvicinamento tra le parti. Un pool di legali ci sta davvero lavorando al ritorno del Matador in azzurro. Al momento, l'operazione resta molto complessa: così come resta l'unica opzione possibile per spezzare il monopolio bianconero. Riportare i grandi campioni cambia l'inerzia dei campionati. Cavani è come Ibra o come quelli della sua razza. Sono alieni, anche a 32 anni ti fanno la differenza: per intenderci, contro la Stella Rossa a Belgrado, con Cavani, la vinci. E già sei agli ottavi. Se poi, il fallo di Cavani su Neymar in Brasile-Uruguay serve a qualcosa di diverso ad alimentare la letteratura questo è, al momento, impossibile saperlo. Di sicuro, è un messaggio che ognuno interpreta come vuole. E da queste parti ci si illude, si sogna per poi svegliarsi sperando di non ritrovarsi più il nulla cosmico tra le mani.

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