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Il destino a volte è beffardo. Ci sono delle situazioni che si ripresentano (quasi come la peperonata del giorno prima) in base a quanto accaduto nel recente passato. Ricordate l’inizio dello scorso campionato? Sesta giornata: il Palermo è di scena al “Castellani” di Empoli e una sonora sconfitta fa andare di traverso il pranzo (la gara si giocò alle 12:30) a tutta la truppa rosanero. Specie a Iachini, che era quasi certo di ricevere una telefonata da Vergiate, quartier generale del Presidente Zamparini, con la consapevolezza di non tornare più in Sicilia. La telefonata arrivò, eccome se arrivò. Ma anziché aprire all’esonero fu l’occasione per un salutare ritiro nelle terre del patron rosa, che diede il vero inizio (insieme alla vittoria allo scadere contro il Cesena, nella successiva gara) all'esaltante stagione del Palermo

Non sappiamo se la gara contro il Torino può essere paragonata a quella di Empoli, ma i presupposti ci sono tutti: una squadra partita a razzo, che dopo la sosta ha raccolto un solo punto in tre partite. E’ vero, la classifica è ancora confortante, ma l’ambiente necessita di una scossa. Che, come dodici mesi fa, potrebbe assumere i connotati di una settimana a stretto contratto l’uno con l’altro, utile lo scorso anno e più efficace di qualsiasi cura. Aspettando una Roma in emergenza attaccanti e reduce dall’impegno infrasettimanale di Champions. 

Chi lo sa: magari dopo Roma-Bate Borisov, vedremo Palermo ‘bate’ Roma…