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L'ex direttore generale dell'Inter Ernesto Paolillo si è concesso ad una lunga intervista ad FcInterNews:

SULLA STAGIONE - "E' una stagione che non può essere giudicata per tutti gli eventi che sono accaduti. Il cambio di proprietà avvenuto a stagione in corso non è stata una cosa facile da gestire, quindi capisco le difficoltà che ha incontrato Mazzarri. Non si può esprimere un giudizio".

SU MAZZARRI E LA RICONFERMA - "Credo meriti la riconferma. Lui in questa stagione non ha avuto modo di esprimere il meglio di sé. Adesso avrà modo di intervenire sul mercato, sia per gli acquisti sia per le cessioni, quindi non avrà alibi".

SU THOHIR - "Non sono ancora in grado di giudicarlo. Preferisco aspettare la fine di quest'estate per sbilanciarmi: valuterò la sua campagna acquisti, come avrà investito, in che modo avrà agito, se sarà in grado di dare spazio e lanciare i giovani".

SUL RISANAMENTO - "L'Inter non è una società da risanare, è una società che ha vinto tutto in questi ultimi anni e che è sempre stata altamente competitiva. Se si dovesse cambiare strategia di business e si deciderà di fare dell'altro ok, ma non è mai stata una società da risanare. Moratti ha sempre fatto fronte a tutto e la società è sempre andata avanti tranquillamente. Si può anche avere in cima alla lista delle prorità l'aspetto commerciale, ma se una squadra non vince i risultati non arrivano, sia sul campo che sul piano commerciale".

SUGLI ARGENTINI - "Sono molto legato a tutti loro perché abbiamo passato tanti anni insieme, vincendo tutto. Mi rendo conto dell'età di Zanetti, mentre sugli altri ci sono due 'chiavi di lettura': se le scelte sono state di Mazzarri vuol dire che lui ha in mente un certo tipo di squadra, la migliore secondo il suo modo di vedere e in questo caso non avrebbe alcun tipo di alibi; se, invece, è stata una decisione presa da Thohir credo che ci siano più dubbi. Però mi sbilancio dicendo che è stata una scelta presa da Mazzarri stesso".

SULLO STADIO - "Uno stadio per essere una fonte di ricavo deve essere gestito da una sola squadra. E' chiaro che Milan e Inter debbano puntare ad avere uno stadio proprio. San Siro è obsoleto, uno stadio nuovo, costerebbe di meno e ognuno potrebbe crearlo, modificarlo come meglio crede. San Siro ha il suo fascino, è la storia del calcio di Milano, quindi mi rendo conto che abbandonarlo sarebbe una scelta sofferta, però per trasformarlo in un impianto moderno ci sarebbe bisogno di un lavoro immenso. E' tutto cemento da trasformare, non è facile".

SU SANTON, DESTRO e BAlOTELLI - "E' il fastidio pù grande, una grandissima tristezza. Mi viene in mente anche Biabiany, l'Inter è anni che cerca uomini di fascia offensivi, ma l'aveva in casa. Il francese è un giocatore esterno fantastico, l'avevamo in casa. Penso anche a Bonucci, se penso a come è stato dato via provo grande fastidio e rabbia. Aver sviluppato un grandissimo percorso a livello di settore giovani per poi vedere tutti questi calciatori affermarsi con altre grandi squadre mi provoca molta rabbia. Non vedo nella società nerazzurra una certa volontà nell'investire nel settore giovanile che, invece, c'era in passato. Mi sembra che ci sia un forte calo all'interno dell'Inter a livello di investimenti per i giovani. L'Inter tagli tutto quello che vuole, ma non tocchi la cantera. La vera forza di una società consiste proprio in questo".

THOHIR E LE DICHIARAZIONI DI FACCIATA - "Credo che le dichiarazioni di Thohir sui giovani siano di facciata. Ho visto giovani come Duncan e Benassi essere venduti ad altre squadre. Poi Mbaye mi sembra che non rientri nei piani dell'Inter, quindi cosa succederà? Andrà in qualche altra grande squadra, italiana o anche estera, e darà tantissimi risultati. Mi sembra che si creda troppo al giocatore esterno, magari costoso, piuttoso che a quelli che si hanno già in casa. Questo è un grosso dispiacere".

SU KRHIN - "Onestamente, se paragonassi lui ad alcuni giocatori che hanno giocato nell'Inter quest'anno mi chiedo come si possa essere arrivati a tutto questo. Ha qualche qualità in meno rispetto a loro? La sua colpa è non aver mercato essendosi formato in 'casa'? Questo è un grandissimo dispiacere".

SU MAZZARRI E I GIOVANI - "Non è il tecnico adatto ad un progetto incentrato sui giovani. Non ricordo dei giovani lanciati da lui".