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La Juve si è fermata anche a Benevento. E’ stata la terza volta che, priva in campionato di Cristiano Ronaldo, non è andata oltre il pareggio. Era successo a Crotone, col Verona e ora a Benevento. E’ stata Juve solo per un quarto d’ora, dal 20' al 35', quando è andata in vantaggio con un gran gol di Morata e ha avuto almeno due occasioni buone per raddoppiare. Il resto della sua partita è stato di una povertà assoluta, il continuo del deprimente spettacolo visto contro in Champions contro il Ferencvaros. Il Benevento, che sprizzava entusiasmo e fiducia dopo la vittoria di Firenze, ha conquistato con merito il pareggio. Sul piano dell’organizzazione e della lettura della partita, meglio Inzaghi di Pirlo. Al quale è mancato, per scelta concordata, Cristiano Ronaldo. Ma dopo quanto era accaduto per le assenze del portoghese causa-Covid, era proprio il caso di lasciarlo a Torino? Se fosse stato in panchina, avrebbe giocato di sicuro almeno l’ultima mezz’ora. Forse era meglio lasciarlo fuori in Champions vista la qualificazione già conquistata.

IL TIMBRO DI MORATA. Dopo venti minuti insignificanti, giocati con la stessa superficialità che aveva fatto arrabbiare Pirlo dopo la partita col Ferencvaros, la Juve si è presa la scena per un quarto d’ora e sfruttando la netta differenza tecnica col Benevento è andata in vantaggio. Di grande tecnica è stato infatti il gol di Morata. Lancio perfetto di 50 metri, da destra a sinistra, di Chiesa per lo spagnolo, che ha controllato, fintato il destro su Ionita e piazzato la palla con uno stupendo diagonale di sinistra sul secondo palo. Fino a quel momento il Benevento si era difeso bene, in quell’occasione invece si è fatto sorprendere: Letizia (che avrà modo di farsi perdonare...) era rimasto staccato dalla linea difensiva e Ionita, come marcatore di Morata in area di rigore, era improponibile.

JUVE OK. Il gol al 21' ha dato il via al periodo migliore dei campioni d’Italia. Pur senza accelerare troppo, hanno spinto indietro il Benevento e costruito altre belle azioni da gol. Arthur era sempre più padrone del gioco, Ramsey si inseriva con i tempi e i modi giusti, Chiesa aveva lo scatto sempre pronto e Morata frullava che era un piacere. In quella fase anche Dybala sembrava in crescita. La squadra di Inzaghi si proteggeva grazie a Barba, il migliore della difesa, e cercava di ripartire con la dotta regìa di Schiattarella.

AZIONE DA APPLAUSI. La Juventus è andata vicinissima al 2-0 con un attacco stupendo condotto e concluso da Dybala fuori di niente dopo scambi stretti e rapidi con Morata e Ramsey. Il vero Dybala avrebbe quanto meno inquadrato la porta. Altra palla-gol di Ramsey (respinta di piede di Montipò) e buona possibilità per Dybala stoppato in area da Schiattarella. Dopo mezz’ora si è fatto male Caldirola, è entrato Maggio a destra, si è spostato Letizia a sinistra e Barba al centro.

BLACK-OUT. Il Benevento ha avuto il grande merito di restare sempre in partita, con coraggio, con idee, con organizzazione. Ha sempre creduto nel suo lavoro. Sbagliava molto sul piano tecnico (passaggi, lanci, tocchi fuori misura), però non mollava e nel finale del primo tempo ha avuto la forza di pareggiare sfruttando uno dei tanti black-out della Juventus. Dal 35' al 48' tre occasioni per i padroni di casa: un colpo di testa di Lapadula finito fuori di poco, un tiro micidiale di Schiattarella deviato in angolo con una grandissima parata da Szczesny e alla terza palla buona il pareggio. Dal calcio d’angolo, la palla è stata respinta di testa da Arthur ma sui piedi di Letizia che ha mirato il secondo palo e portato il Benevento al pareggio.

I CAMBI. Dopo un’ora di partita Inzaghi è stato costretto al secondo cambio per un altro infortunio, quello di Maggio: dentro Roberto Insigne e Improta arretrato nel ruolo di terzino destro. Pirlo ha tolto Arthur e Ramsey per far entrare Bentancur e Kulusevski, il cui contributo è stato pari a zero. La Juve continuava a tenere palla, ma senza velocità era difficile per i bianconeri sorprendere una difesa organizzata come quella di Inzaghi. Alla Juve mancavano ritmo, intensità e, di conseguenza, anche la qualità sembrava appannata. Pirlo ha messo dentro Bernardeschi al posto di Chiesa, nella staffetta fra ex viola il tecnico cercava lo spunto del nuovo entrato.

BENEVENTO NUOVO. A 20' dalla fine, quando la partita era entrata nella fase decisiva, Inzaghi ha risposto ai cambi di Pirlo con una triplice sostituzione: Tuia, Tello e Sau al posto di Ionita, Caprari e Lapadula. Il Benevento si è messo con la difesa a cinque (Tuia, Glik e Barba centrali, Improta a destra, Letizia a sinistra) e cercava lo scatto di Sau, col guizzo di Insigne, per ripartire. La lentezza della Juve ha agevolato la difesa dei campani ma si può guardare anche dalla parte opposta: l’ottima organizzazione del Benevento ha tolto ogni riferimento alla Juve e l’ha rallentata. Anche nei cambi, meglio Inzaghi di Pirlo. Nel secondo tempo i bianconeri hanno avuto una sola vera occasione, con l’assist di Bernardeschi per Dybala sul cui sinistro Montipò ha fatto una gran parata in controtempo.

MORATA ROSSO. Non è finita nemmeno dopo i tre fischi di Pasqua che ha sentito qualche parola di troppo da parte di Morata e l’ha espulso. Un rosso stupido preso dal giocatore più in forma della Juve. Lo spagnolo salterà il derby. Di sicuro giocherà Ronaldo...




IL TABELLINO

Benevento-Juventus 1-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 21' Morata (J), 45'+3' Letizia (B)

Benevento (4-3-2-1): Montipò; Letizia, Glik, Caldirola ((33' Maggio (60' Insigne)), Barba; Hetemaj, Schiattarella, Improta; Ionita (71' Tello), Caprari (71' Tuia); Lapadula (71' Sau). All. Inzaghi

Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Danilo, Frabotta; Chiesa (69' Bernardeschi), Arthur (61' Bentancur), Rabiot, Ramsey (61' Kulusevski); Dybala, Morata. All. Pirlo

Arbitro: Fabrizio Pasqua di Tivoli

Ammoniti: 59' Maggio (B), 80' Cuadrado (J), 82' Schiattarella (B), 82' Inzaghi (B), 85' Barba (B), 95' Improta (B), 96' Insigne (B)