C'è anche Miralem Pjanic nella lista della spesa del Real Madrid in questo ciclo Zidane-bis. Ma Pjanic è anche nella lista della spesa di tanti altri top club internazionali, da tempo. Molto più vicino di quanto non si possa credere alla cessione nella passata stagione, la Juve è infine riuscita a trattenere il regista bosniaco, tra i poco insostituibili di questa stagione. Insostituibile sì, incedibile no. Perché i sacrifici della scorsa estate forse non saranno ripetibili. Perché Pjanic continua ad avere sempre più mercato. Perché il patto per la Champions (o patto CR7) non è detto che possa valere per tutti anche nella prossima stagione. Perché la scelta di Fali Ramadani quale nuovo agente ha visto Pjanic cambiare completamente gestione con prospettive molto meno conservative anche sul mercato. E allora anche per lui nei prossimi mesi può succedere di tutto. 

UN ANNO DOPO - I fatti della scorsa estate hanno visto prima il Psg, poi Real e Barça, infine il Chelsea tentare il tutto e per tutto. Niente da fare, il fatto vincolante della scorsa estate era che la Juventus non avrebbe ceduto Pjanic indipendentemente dalla cifra: nulli gli spazi e i tempi di manovra per individuare un sostituto all'altezza con le stesse caratteristiche. Nonostante le mosse di Ramadani, dalla cena milanese con la delegazione del Chelsea in poi, non siano affatto piaciute ai bianconeri si è arrivati in chiusura di mercato ad un rinnovo di contratto atipico. O se si preferisce, tattico. Una firma che ha ratificato da subito il prolungamento fino al 30 giugno 2023, mossa che poneva subito la Juve in posizione di forza sul mercato. Ma l'aumento dell'ingaggio, da 4 a 6,5 milioni di euro, scatterà solo da luglio 2019. Un impegno preciso quindi delle parti a riaggiornarsi al termine della stagione, quando in caso di offerta congrua e se Pjanic lo volesse potrà essere prese in considerazione una cessione. Con la Juve che sa di dover rinunciare ad almeno un big o due per continuare a crescere e investire sul mercato.