Il meno conosciuto, ma il più temuto. Per tutti è il "Professore". Fino alla sua nomina pochi nel mondo del calcio sapessero che faccia avesse Angelo Clarizia, 70 anni, salernitano, giacca rigorosamente blu, camicia chiara, il baffo (bianco) come segno distintivo. Affronterà le questioni giuridiche delle riforme che la nuova dirigenza della FIGC sta già studiando. L'ultima parola sarà la sua. E dunque: il meno conosciuto degli uomini di potere che proveranno a dare una direzione al sistema-calcio italiano è appunto Clarizia, sub-commissario della FIGC (con Billy Costacurta) nel nuovo corso del neo presidente Roberto Fabbricini. Probabilmente sarà lui l'uomo di polso del tridente calato in campo da Malagò, che si è subito affrettato a sottolineare la bontà della (sua) scelta: "Abbiamo preso il numero uno in Italia, il migliore". 

Clarizia è un avvocato molto noto. Ha lavorato per Expo 2015 e il Consorzio Venezia Nuova (travolto dall'inchiesta Mose), ha svolto consulenze per Consip (due milioni di euro). Clarizia è professore ordinario di diritto amministrativo alla 'Sapienza' di Roma dove è arrivato dopo un lungo e prestigioso percorso accademico: è stato docente nelle Università di Cagliari, Catania, Salerno, L'Aquila e appunto Roma. E' uno dei maggiori esperti italiani in materia di arbitrati, con particolare riferimento alle controversie in materia di opere pubbliche. 

L'unico appiglio sportivo noto, tra le tante cariche in oltre quarant'anni di carriera, è il ruolo da giudice sportivo della Figc. Clarizia è stato il grande consigliere di Malagò nella fase più delicata dell’impasse che ha coinvolto a Federcalcio, tra novembre e gennaio, prima che ci fosse il commissariamento. 

E' stato lo stesso Clarizia a definire l'ambito entro cui metterà in gioco le proprie competenze. "Garantisco massimo impegno sotto il profilo della risistemazione degli statuti". ha detto quando si è insediato in FIGC. Clarizia sarà chiamato a collaborare con altre due eccellenze. Completano infatti la squadra di Fabbricini Massimo Proto, ordinario di diritto privato, e Alberto De Nigro, già presidente del collegio dei revisori dei conti del Coni.