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E’ la settimana di Chris Smalling, che sblocca una partita che sembrava complicarsi dopo avere festeggiato i trent’anni con una festa sull’Appia Antica che, assicura chi c’era, ha fatto rivivere le emozioni e i languori della Dolce Vita.

Adesso il rinnovo del contratto, che dipende dalle richieste del Manchester United, diventa un’esigenza primaria. Giornata dedicata per altro ai difensori centrali: segna anche Mancini, che dopo i successi conseguiti da centrocampista, ritorna alle mansioni difensive. Tre gol della Roma, tutti nel nome di Smalling che ispira pure il gol di Dzeko. 

Grosso non è mai stato banale. Per uno che si assume la responsabilità di tirare il rigore che vale il mondiale a Berlino nel 2006, non ci sono, non possono esserci, spaventi per dovere affrontare in contemporanea Cellino e Balotelli. Il presidente che ama le chitarre è un tipo un po’ irrequieto, ma conosce il calcio e i calciatori. Via libera, dunque, all’ennesima bocciatura di quello che avrebbe dovuto essere il figliol prodigo, arrivato alla soglia dei trent’anni senza quasi accorgersi del mondo che cambia. Il Brescia del dopo Corini gioca sull’ordine un calcio pulito, senza fronzoli, specchiandosi nelle virtù del suo gioiello vero, quel Tonali che Mancini ha già promosso tra gli eletti.

Sull’altro fronte Fonseca, tanto per sminuire la linea societaria che prevederebbe la de romanizzazione dell’organico, rilancia il malinconico Florenzi, che si vede restituita la fascia di capitano appoggiata per sei partite a Dzeko, e soprattutto Pellegrini, che si riprende il ruolo interpretato nell’emergenza da Pastore.. Dopo un primo tempo inutile, nel quale il Brescia non corre rischi, la partita si scuote al cospetto di un’altra Roma, evidentemente rimotivata da Fonseca. Sono ancora una volta i calci d’angolo, specialità della casa, a scavare le differenze. Le traiettorie di Pellegrini sono rinomate e Smalling se ne giova con lo stacco classico della torre. Una deviazione di Cistana mette definitivamente fuori causa Joronen. 

Il Brescia si squaglia e incassa subito il secondo gol. Questa volta Smalling diventa l’uomo assist per Mancini che segna alla maniera di un centravanti sotto gli occhi sorpresi di Dzeko. Ci sarebbe da raccontare anche un gol di Zaniolo, che riprende la respinta del portiere su Kolarov, ma la giornata del predestinato non è di quelle favorevoli.  Gol annullato dal Var e poco dopo, al momento della sostituzione, cartellino giallo per una lite grottesca con Romolo. Zaniolo era diffidato e salterà Verona.

Il terzo gol serve a rinfrancare Dzeko, che soffriva da crisi di astinenza, e affonda il coltello nella lama del Brescia. Se conosco un po’ Cellino, Grosso rischia grosso (pardon). Roma-Brescia 3-0 (primo tempo 0-0)



IL TABELLINO

Roma-Brescia 3-0
Marcatori: 49′ Smalling, 57′ Mancini, 67′ Dzeko
Assist: 49' Pellegrini, 57' Smalling
Ammoniti: 70′ Romulo, 81′ Zaniolo

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi (77′ Santon), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo (80′ Perotti), Pellegrini (72′ Under), Kluivert; Dzeko.
All.: Fonseca.

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Martella; Bisoli (84′ Morosini), Tonali, Ndoj (63′ Zmrhal); Romulo; Donnarumma, Torregrossa (71′ Ayè).
All.: Grosso.

Arbitro: Di Bello