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All’Inter arriva uno tra Jovetic, Salah e Perisic. Scusi, Mancini: ma cos’hanno in comune? Jo-Jo è un fantasista o una seconda punta che si accentra, l’egiziano uno scattista laterale e il fortissimo giocatore del Wolfsburg un corridore di sinistra. Tre giocatori diversi, eppure tutti aggiunti al carrello del mercato interista. Come una mela, una pera e una banana: perfette per la macedonia, ma non per una squadra. Sbaglio? 

Intanto sapete qual è la squadra che batte ogni record di esterni? Risposta facile: la Roma. Ha già Gervinho, Iturbe, Iago Falque, Ibarbo e anche Ljaijc e Florenzi all’occorrenza. Eppure va a cercare Salah che gioca sulla fascia ed ha bisogno della linea laterale come di uno scorrimano, per orientarsi in campo. O Garcia sta per inventare un nuovo – avveniristico - modulo a quattro ali, oppure saranno “soldi buttati”. Per non offendere nessuno, meglio correggere: saranno “investimenti a rischio”, come dicono le informative che firmiamo e mettiamo la crocetta senza neanche leggere. Ma sul mercato si dovrebbe leggere, e con attenzione, in anticipo… 

Altro giro, altra corsa. E ancora un mistero. Sapete quanto ha speso il Milan per Bacca e Luiz Adriano? Una quarantina di milioni, più contratti non proprio al minimo sindacale. E poi c’è Niang, che non va lasciato a far la muffa in panchina. E infine Matri che faceva la quarta punta nella Juve campione di (quasi) tutto, e non si capisce perché non possa farlo anche in rossonero. Eppure, a scompigliare le tessere di questo mosaico, arriverà Ibrahimovic. Va detto che lo svedese nella prima amichevole stagionale (PSG-Fiorentina 4-2) si è divertito a giocare da suggeritore, dietro le punte. Ma va aggiunto che Ibra, dall’infanzia a oggi che non è più giovanotto, è sempre stato pagato (e non poco) per i gol. La sua media nei campionati è tanto semplice quanto impressionante: quasi una rete a partita, quasi uno scudetto a stagione. Ci vuole della fantasia – tanta - per allontanarlo dalla porta e farlo giocare da fantasista. 

Inter, Roma e Milan rincorrono la Juve. E non è facile. Sarà per questo che si fanno prendere dalla frenesia e sbagliano? Certo. Ma attenti anche ai bianconeri, in questo gioco della figurina per tentare il figurone. Serve un centrocampista che giochi dietro le punte? Perfetto Draxler. Serve una seconda punta da tridente? Ok Gotze. Sbagliato prenderli entrambi, anche a condizioni convenienti, perfino in leasing. Perché poi si gioca in undici, e la panchina non è un fondo d’investimento: già adesso sembra improduttivo immaginarci seduti Dybala, Zaza e Coman. 

A volte le critiche diventano come le tasse: non risparmiano nessuno. Ma meglio pagarle puntuali anziché farsi affossare dagli interessi passivi. L’Equitalia del calciomercato vale per tutti. In tv, sui giornali e sul web si coccolano i tifosi, perchè è giusto farli sognare. Ma assolutamente vietato illuderli. Meglio la serietà, anche a costo di qualche doloroso “no”. A proposito: vista la storia di Cassano alla Samp? Il procuratore Bozzo lo spinge, Ferrero si convince, Zenga si oppone. In sintesi: come screpolare un castello (di sabbia?) appena costruito. Il talento non si discute, tutto il resto sì. E vale per tutti. Perché uno NON vale l’altro. 

Sandro Sabatini
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