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La giornata di sabato resterà per sempre impressa nella mente di Emil Audero, portiere della Sampdoria grande protagonista del derby. E’ stata una serata speciale però anche per l’ex portiere Marco Roccati, attualmente responsabile organizzativo della "Uno Academy", scuola di portieri di Bologna insieme all’ex blucerchiato Fabrizio Ferron, e scopritore proprio di Audero parecchi anni fa: “L'idea di una scuola per portiere mi è venuta 18 anni fa, quando giocavo nella Fiorentina, con il mio socio Stefano Borla, purtroppo mancato pochi mesi fa, poi mi sono unito a Bologna con Ferron ma i primi anni ero in Piemonte, vicino a casa mia” racconta Roccati a Il Secolo XIX. Lì vicino viveva anche il piccolo Audero, e il feeling è stato immediato: “Ricordo quando la mamma lo portò da noi, dicendo che voleva fare il portiere, aveva 10 anni, dopo un anno lo segnalai a Rampulla, alla Juve: ‘Qui c'è un fenomeno’. E lo presero. Colpiva la capacità di imparare subito quello che gli dicevi. E la maturità: sembrava un adulto tra i pali”.
“Per Emil è stata una stagione sofferta, quel rigore è stato liberatorio, ma non mi ha sorpreso il gesto spontaneo con Criscito” prosegue Roccati. “Mi è piaciuto vedere come Emil ha caricato i compagni nel discorso pre-gara: è un tipo tranquillo, ma ha grande carisma e bravissimi preparatori come i miei amici Lorieri e Battara, molto meticolosi. Tecnicamente ricorda Seba Rossi, ma di carattere è più posato, come ero io. Come gli ho scritto dopo il derby, meritava questa gioia. Un'emozione enorme per lui e per tutti noi che gli vogliamo bene, lui è il ragazzo umile di sempre, farà una grande carriera. Io non ho fatto nulla, ho solo avuto la fortuna di incontrare uno come lui” conclude.