Commenta per primo
Tredici anni di Sampdoria passati a lottare in mezzo al campo, dalla serie B alla A, passando per l’Europa e per una comparsata con la maglia dell’Inter. Angelo Palombo è oggi una delle poche bandiere rimaste nel calcio italiano. Un capitano lottatore, un uomo che è entrato nelle vene della società di Corte Lambruschini che così come il club ha saputo compiere imprese straordinarie e cadute fragorose. Il numero 17 ha vissuto tutto da protagonista, tutto dal centro del campo ma oggi qualcosa sembra cambiato. I tempi sono duri per il toscano ormai genovese di adozione che a 33 anni non ha più il posto assicurato tra gli undici titolari. Il mercato ha portato alla Sampdoria Fernando, un brasiliano dal destro felpato e dal fisico granitico, uomo ideale per essere il vertice basso del rombo di Walter Zenga. E’lui la prima scelta per il ruolo occupato da Palombo fin dall’epoca in cui era Mazzarri a sedere sulla panchina del Ferraris.
Un’occasione presa al volo da Ferrero che si è assicurato un regista vero per una cifra considerevole (8milioni), una gemma incartata e regalata al suo nuovo mister. Per Palombo lo spazio si è ristretto ma non è svanito fino a quando non è arrivato il sorpasso del giovane David Ivan. Capitano anche lui, ma della Primavera blucerchiata fino a pochi mesi fa, lo slovacco classe 1995 ha conquistato l’allenatore mettendoci talmente tanto impegno da superare i limiti del suo fisico ancora tutto da formare. Ivan è stato titolare al fianco di Fernando e Barreto con Carpi e Bologna, non a Napoli causa squalifica. E proprio al San Paolo in campo è tornato Angelo Palombo. I tempi sono duri per il capitano che affronta l’ennesima sfida della sua carriera. La bandiera non è ancora ammainata però e lo dimostra quel contratto fino al 2017 che lo potrebbe portare ad essere una dei giocatori più longevi della storia della Sampdoria.