Giorno dopo giorno mi sto convincendo di una cosa: alla Roma non conviene poi molto fare affari con la Sampdoria. E dire che il presidente blucerchiato Ferrero è romano e dichiaratamente romanista. ‘Pensate se gli stessero sul belino’, direbbero in prosa laica a Genova. Effettivamente gli ultimi due affari sull’asse con la Capitale (Schick in giallorosso, Defrel in blucerchiato) hanno sorriso particolarmente ai doriani, almeno per ora. Per carità, resto convinto che il ceco abbia potenzialità inespresse enormi – sono anche certo che un altro anno di Giampaolo sarebbe stato il miglior carburante possibile per la sua carriera – ma attualmente il saldo positivo pende decisamente verso Corte Lambruschini.

A testimoniarlo ci sono i numeri. Partiamo da quelli di questa stagione: Schick ha giocato 211 minuti in Serie A e 37' in Champions per un totale di 248 minuti e nessun gol. Defrel invece è già a 692 minuti in campionato, conditi naturalmente da 5 gol. La proporzione è impietosa, anche perchè il francese in circa due mesi di Serie A ha già fatto meglio del ceco a Roma in un'intera stagione. L'anno scorso Schick ha disputato complessivamente 22 presenze nel massimo campionato italiano, per un totale di soli 984 minuti, con una media di 44' (praticamente un tempo) a presenza. Non molti di più rispetto a quelli messi assieme da Defrel soltanto in questo strepitoso avvio. I gol di Schick, per inciso, furono 2 e basta. Certo, anche le statistiche del Defrel giallorosso sono da brivido: 20 presenze,  644 minuti e un solo gol tra Campionato e Champions nel 2017/2018. Infortuni, difficoltà di ambientamento e concorrenza elevata sono parziali giustificazioni, ma una forbice così ampia tra il rendimento attuale e quello nella Capitale non si spiega soltanto così. E queste motivazioni non descrivono neppure la differenza tra lo scintillante Schick di Bogliasco e quello grigio e appannato di Trigoria. Probabilmente la realtà genovese è più adatta a giocatori non ancora 'pronti' a livello mentale e fisico per essere titolari in un club del calibro della Roma, a maggior ragione se si considerano le pressioni mediatiche che esistono nella Città Eterna attorno ai calciatori. 
Il saldo economico però al di là delle valutazioni pende decisamente a favore dei blucerchiati: Schick è stato pagato dalla Roma 42 milioni, Defrel invece costerà alla Sampdoria 20 milioni: 1,5 per il prestito oneroso, 18,5 per il riscatto. In sostanza, in due anni la dirigenza di Corte Lambruschini ha scambiato Schick per Defrel, guadagnando pure 22 milioni dallo scambio. Non male considerando la differenza di rendimento dei due. Ad impressionare di Defrel in questo momento, oltre ai gol, sono anche altre voci statistiche. Ad esempio quella dei chilometri percorsi: il  francese è il quarto blucerchiato in questa speciale classifica con 10.107, alle spalle solo di alcuni veri e propri 'mezzofondisti' come Ekdal, Bereszynski e Barreto. Per un attaccante non è affatto scontato, ma Giampaolo lo ha voluto proprio per questo motivo. Il tecnico doriano aveva bisogno di un centravanti totalmente differente dal panzer Zapata, voleva un giocatore più mobile, che partecipasse alla manovra, che potesse innescare il contropiede magari dopo un recupero sulla trequarti difensiva. Tutte qualità che sta mostrando in abbondanza. Defrel è anche il quarto giocatore più impiegato della Samp, dopo Audero, Andersen e Murru. E' evidente che il momento di forma sia strepitoso, ed è altrettanto chiaro che Defrel, quando è in questa condizione di fiducia, sia un giocatore estremamente completo. Avrebbe potuto giocare di fianco a Dzeko in questa stagione? Probabilmente sì, questo Defrel sì.

Onestamente non credo che Defrel sia già un rimpianto della Roma, ma penso lo possa diventare se manterrà questa costanza di rendimento.  Una cosa però mi sento di consigliarla ai giallorossi: evitate gli affari con la Sampdoria, almeno per un po'. Oh, se poi a gennaio o a giugno voleste ridarci Schick, non si sa mai. Magari vi restituiamo aggiustato anche lui...