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    Sampmania: la Sampdoria mi fa tenerezza

    Sampmania: la Sampdoria mi fa tenerezza

    • Lorenzo Montaldo
    Pronti per il solito Sampmania taglia e cuci? Mi sarei stufato di ribadire sempre le stesse cose ma, come ben sappiamo tutti, la stagione della Sampdoria si ripete sempre uguale a sé stessa praticamente da agosto. Ad ogni partita cerchiamo di trovare dei piccoli passi avanti, delle giustificazioni, diamo dei “6” di incoraggiamento come al tizio a scuola che fatica e combatte per la bocciatura, eppure la media resta sempre abbondantemente insufficiente. Anche ieri, dopo la partita di Bergamo, ho sentito chi sottolineava passi avanti, coraggio, miglioramenti. Qualcosa è vero, sicuramente, ma a me il Doria, più che altro, fa tenerezza.

    Mi fa tenerezza Stankovic, costretto a lavorare con una formazione evidentemente inadatta alla Serie A, che ogni giorno perde pezzi. L’altra sera un amico mi faceva notare come, da gennaio scorso, sia stata ceduta più di un’intera squadra. Leggere l’elenco fa spavento: Falcone, Chabot, De Paoli, Adrien Silva, Yoshida, Askildsen, Thorsby, Candreva, Damsgaard, Ekdal, Sensi, Bereszynski, Ferrari, Caputo, Bonazzoli e Caprari, più i vari ‘desaparecidos’ come Giovinco e Suprjaha. Sostituiti? Qualcuno sì, qualcuno no. Cifra portata in cassa? Praticamente nulla. 

    Pensate davvero che, per un allenatore - anzi due, ci metto dentro pure Giampaolo - sia possibile lavorare in una situazione del genere? Certo, Stankovic qualcosina forse sbaglia. Murru centrale di difesa è improponibile, oltretutto la Samp ieri giocava con tre mancini dietro, e l’unico destro, Murillo, è stato lasciato fuori. Ma sono quisquilie, inezie di fronte alla vastità delle difficoltà e dei problemi strutturali che attanagliano il mister serbo e il suo staff. Andate a spulciare l’elenco dei convocati per la trasferta di Bergamo: venti giocatori, di cui tre portieri e tre Primavera. Restano 14 giocatori, 11 titolari e 3 cambi. Quando al lunedì sera vado a giocare con la mia squadra a sette, abbiamo più alternative in panchina. Ma di cosa parliamo.

    MI fanno tenerezza anche i giocatori, che se non altro adesso provano ad andare oltre ai loro limiti. Anzi, sono persino coraggiosi e applicati - quelli rimasti o che non hanno issato bandiera bianca al primo dolorino - e per questo meritevoli di rispetto. Rispetto che, peraltro, viene sempre ampiamente tributato loro da un pubblico encomiabile.  Mi fa tenerezza Quagliarella che all’ '80, a 40 anni e dopo un infortunio, entra in campo con più cattiveria di un ragazzino, e mi fa tenerezza Winks, uno che per mezzi tecnici c’entra poco con gli altri, che lotta e si sbatte come un diciottenne alla prima esperienza.

    Poi, però, bisogna guardare in faccia la realtà. Una realtà che racconta come, nelle ultime 9 gare, la Sampdoria abbia segnato soltanto in una, quella con il Sassuolo. In tutti gli altri incontri, la casellina ‘gol fatti’ è rimasta inchiodata sullo zero. Significa due marcature in 810 minuti. Pensate davvero sia possibile salvarsi, con uno score del genere? Capisco l’ottimismo a prescindere, ‘la speranza è l’ultima a morire’ e tutti gli slogan connessi, ma a fronte di statistiche simili, decade ogni tipo di considerazione tecnica possibile. Parlare, che so, di Lammers troppo simile a Gabbiadini, di Murru inadatto a prendere in velocità Lookman, di una squadra ‘molla’ o di Leris che sbaglia i cross ha poco senso logico. L’ennesima prestazione condita da parate strepitose del portiere avversario non fa che certificare quanto drammatica sia questa stagione. Lasciate perdere i proclami di giocatori e allenatore “Giocando così i punti arriveranno”, sono frasi di facciata, devono dirlo, non è di sicuro colpa loro. 

    In una situazione differente, avrei detto che la Sampdoria adesso sarebbe stata obbligata moralmente a prendere punti a Monza. Però in realtà è già tanto se la Samp sopravvive ancora. Tra il baratro della scadenza del 16 febbraio, un ex presidente che emette comunicati in cui distorce la realtà a suo piacimento, e un proprietario in piena questua, alla caccia di qualche milione impossibile da raggranellare, la strada è una, è segnata, e della partita con il Monza, onestamente, chissenefrega. Questa Sampdoria mi fa tenerezza, ve l’ho già detto, e credo non esista sensazione peggiore da avvertire nei confronti di una squadra di calcio.

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