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    Sampmania: pietra al collo

    Sampmania: pietra al collo

    • Lorenzo Montaldo
    Ieri ero veramente avvilito. Oggi, non è tanto diverso. Ho lasciato il Ferraris con il morale sotto i tacchi, e con la sensazione che, in un’annata del genere, non ci possa essere nulla da salvare. Anzi, una cosa sì. Tengo buone le emozioni del prepartita, e di quei giocatori che ricordo quasi in maniera onirica, come se fossero supereroi, con un misto di reminiscenze infantili e racconti assorbiti negli anni. Mi tengo gli occhi lucidi del mio idolo di sempre, Pagliuca, e le lacrime che non avrei mai pensato di vedere, quelle di Vierchowod. Stop.

    Sampdoria-Udinese, molto probabilmente, ha sbattuto una bella pietra al collo dell'U.C. Sampdoria. Il tempo è scaduto, finito. Poi, per carità, so che dovremmo aspirare al miracolo, sperare fino all’ultimo nell’improvvisa rinascita, ma io non credo nel tizio risorto duemila anni fa, figuriamoci alla resurrezione della Sampdoria. Una resurrezione, peraltro, soltanto a tempo perché il destino del club ormai ha preso una china da cui non si torna più indietro. Il precedente proprietario la trascinerà nel suo crollo rovinoso, uno sfascio che era ampiamente prevedibile da anni, nonostante gli aedi di corte pronti ad insorgere quando qualcuno sottolineava lo sfacelo a cui era destinato il club. Ve li ricordate, i cori di “Gestione impeccabile”, “Almeno con lui vedi i giocatori”, “Ha rifatto gli impianti”? Io sì, anche perché venivo tacciato di essere un menagramo, un disco rotto, uno che “gira frittelle” o che “rimesta con il bastoncino nella merda”. Tutte cose che ho letto davvero, qui e là. Chissà dove sono finiti tutti, ora. 

    Mi devo levare un altro sassolino dalla scarpa: siamo al 23 gennaio, il mercato chiude tra una settimana. Adesso bisognerà chiedere conto a tutti quelli che ci hanno propinato mirabolanti fantasie da Mille e una Notte. Ci hanno raccontato di magnati o sceicchi in arrivo su cammelli carichi di soldi, di Al Thani e di palazzi reali, tacciando di genoanità gli scettici. Li ritengo tutti i facilitatori, più o meno inconsapevoli. Avete visto, quale è stato l’esito di tutta la vicenda? Distrarre, distogliere con favole l’opinione pubblica, e arrivare all’ennesima scadenza disattesa, in un tremendo calendario dell’Avvento che, un giorno dietro l’altro, avvicina al ritorno dell’ex presidente in sella, pronto a guidare le sue truppe verso il baratro. Possibile che questi la scampino sempre? Possibile che passi sempre tutto in cavalleria, fischiettando e facendo finta di niente? Quando scrivo qualcosa, io devo rendere conto. Non vale per gli altri?

    Sul campo, c’è poco da dire. Non sono d’accordo quando sento dire che la Samp avrebbe meritato. Intendiamoci, ai punti è certamente così. L’Udinese ha avuto mezza opportunità, i blucerchiati invece se ne sono divorate almeno tre clamorose. Però quando getti alle ortiche tre occasioni del genere, non ‘meriti’. Anzi, se perdi te la sei cercata. Con otto gol realizzati in 19 partite, di fatto stai occupando la posizione che ti compete. Non ci sono attenuanti. L’impegno, il coraggio, il ‘provarci fino alla fine’ non sono plus, se mai sono la normalità di ciò che dovrebbe offrire una squadra di calcio. 

    Certo, i miglioramenti ci sono stati, ma a furia di parlare di passetti avanti, di gioco ritrovato e di rinascite, com’è che siamo sempre penultimi a nove punti? Le statistiche restano impietose: abbiamo la media di grandi occasioni a partita drammatica, 1,1 ad incontro. Generalmente, la Samp effettua 2,9 tiri nello specchio ogni 90 minuti, e la statistica di marcature a partita è di 0,4. Certo, i torti arbitrali - anche ieri c’era un rigore allo scadere - ci hanno dato una bella spallata. Eppure chissà come mai, nonostante tutto, rimaniamo sprofondati in zona retrocessione, eh? L’ultimo gol in casa, la Sampdoria l’ha fatto al Milan il 10 settembre scorso, di cosa parliamo? Davvero dovrei fingere di non credere ancora ad un naufragio annunciato? Spero che il pazzo mondo del calcio mi faccia passare davvero per un corvo depresso, ma il mio cervello mi impedisce di indulgere in tali fantasie. E risparmiatevi il discorso che il vero tifoso vive di sogni e bla bla bla, me lo sono già sentito propinare per gli sceicchi e tanto mi basta. 

    Non mi va di aggiungere molto altro a questo Sampmania. Di parole se ne sono già dette molte, non credo ci meritiamo compassionevoli pacche sulle spalle. Sampdoria-Udinese, dopo Empoli-Samp, ha messo un bel macigno davanti alla caverna in cui giace la Samp. Come vi ho detto, io non credo molto nel tizio che a Gerusalemme ha inciso la sua immagine nel sudario ed ha lasciato il luogo dove era stato sepolto per unirsi al Padre. Però sono pronto a rivedere le mie convinzioni, anzi, onestamente non vedrei l’ora di farlo. Affronterei la vita sicuramente da un’altra prospettiva.

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