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    Sampmania: meglio aspettare, prima di battere cassa

    Sampmania: meglio aspettare, prima di battere cassa

    • Lorenzo Montaldo
    Siamo realisti. Non aggrappiamoci ad un rigore – che non c'era, sia chiaro – per giustificare il risultato maturato dalla Sampdoria a Bergamo con l'Atalanta. Non facciamo questo torto ad una piazza, quella blucerchiata, che è sempre stata piuttosto onesta nel fronteggiare la realtà. Non creiamo alibi facili e populisti ad una squadra che si è persa già parecchio tempo fa. E non parliamo neppure delle scelte di formazione di Giampaolo, quelle le abbiamo già analizzate dopo la partita con la Roma. La Samp vista in campo contro i nerazzurri per la verità era anche abbastanza interessante, sulla carta, e le decisioni nell'undici iniziale erano figlie consequenziali di quello sciagurato turn over di coppa. Oltretutto in alcuni momenti il gioco dei blucerchiati aveva mostrato anche qualche piccolo passo avanti rispetto alle ultime prestazioni.

    Sono i meccanismi perfettamente oliati della Samp di inizio stagione ad essersi inceppati. Quel Sampdoria-Inter del 30 ottobre (a mio parere, il momento più alto del campionato doriano) sembra lontano un'eternità. La squadra che raddoppiava e triplicava Brozovic e Banega, che cancellava Icardi e che pungeva la difesa della formazione all'epoca guidata da De Boer non c'è più, inghiottita dall'anonimato e dal grigiore di un campionato che non ha più nulla da offrire se non torpore e noia. Poteva essere un 2017 diverso, utile per iniziare a testare la Samp del futuro, provando ad imbastire già l'impianto di gioco della prossima annata. Un compito non così scontato considerando che il mercato e le rivoluzioni impediscono una programmazione di ampio respiro. E invece, con le ultime sei partite senza successi, la squadra giovane e divertente che raccoglieva consensi e apprezzamenti prima della sosta si è scollata definitivamente dal suo pubblico. Il problema principale, evidente a tutti, è rappresentato dall'incisività sotto porta, praticamente inesistente. Giampaolo potrà e dovrà operare tutti gli accorgimenti tattici possibili, andando a modificare alcuni automatismi dalla trequarti in su, ma oggi è la testa dei giocatori a necessitare di un'opera di restauro. Orgoglio, cattiveria, cinismo: chiamatelo un po' come volete, l'importante è che lo recuperiate il prima possibile.

    Una cosa, però, va detta. La prossima volta forse sarebbe il caso di attendere almeno un girone, prima di bussare alla porta di Corte Lambruschini con richieste di aumenti e adeguamenti contrattuali vari. Anche perchè alcuni dei protagonisti della vittoria con l'Inter ad oggi evidenziano un'involuzione preoccupante e per certi versi inspiegabile. Non ci riferiamo a Torreira in particolare (anche se in molti penseranno al centrocampista uruguaiano, che pure difficilmente scende sotto la sufficienza) bensì a tutto l'impianto di gioco doriano, che risente della poca brillantezza di alcuni suoi interpreti, calati alla distanza. Dove sono finiti il Muriel che spacca le partite, il Quagliarella che si carica sulle spalle la squadra nella rimonta di Sassuolo, o il Bruno Fernandes che gioca con il sangue agli occhi ogni minuto per sovvertire le gerarchie di Giampaolo? La Samp non può prescindere da questi giocatori, è evidente. Speriamo solo che se lo ricordino anche i diretti interessati.

    @MontaldoLorenzo

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