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Scala a CM: 'Ringrazio Prandelli. Montella resterà a Firenze'

Scala a CM: 'Ringrazio Prandelli. Montella resterà a Firenze'

  • Luca Cellini
'Vorrei ringraziare Cesare Prandelli per le belle parole che ha speso nei miei confronti. Se per parlare del suo progetto di difesa a 3, e del centrale difensivo che fa ripartire bene l'azione dal pacchetto arretrato, ha utilizzato il modello che ho creato a Parma, vuol dire che ad anni di distanza il lavoro che era stato fatto nel club ducale è ancora un punto di riferimento. Se a parlarne poi è il c.t. della Nazionale italiana, questo è ancora di piu' un motivo di orgoglio'.

Classe '47 di Lozzo Atestino, Nevio Scala ha da tempo lasciato la panchina ma continua a seguire a trecentosessanta gradi il calcio, e quando questa mattina ha letto le dichiarazione di Cesare Prandelli che in un'intervista ha citato il Parma da lui allenato fra il 1989 ed il 1996, non poteva credere ai suoi occhi.

'Il calcio da quando allenavo io si è evoluto ma certi parametri, come il pressing, il fuorigioco, le sovrapposizioni sulle fasce, sono rimaste gli stessi. Forse l'unica vera novità è che adesso va di moda un centravanti che non sia statico in aria di rigore, ma perchè il mondo del pallone adesso chiede agli attaccanti la fase difensiva, e questo è segno di maggior coinvolgimento della linea offensiva, anche perchè la velocità di ribaltamento dell'azione è piu' veloce rispetto al passato'.

Come vede l'avventura degli azzurri verso il mondiale di 'Brasile 2014'?
'Il clima di polemiche per la scelta di Chiellini legata ad una mancata applicazione del codice etico ma soprattutto per alcuni tagli effettuati dalla lista dei pre convocati, favorisce quel clima di uno contro tutti che ha sempre portato a buoni risultati. Certo, se uno guarda i nomi dei giocatori che si ritroveranno a Coverciano si accorge che ci sara' meno esperienza internazionale rispetto alle competizioni recenti ma è un rischio che va corso perchè solo dando fiducia e mettendo in campo i giovani, si da una prospettiva futura al nostro calcio. In altri campionati non ci si domanda mai l'eta' della carta d'identita' dei giocatori ma solo se questi ha qualità oppure meno'.

Nel frattempo nell'ultima giornata di campionato manca un posto da assegnare per le future coppe europee. Partiamo dal Parma: sorpreso dal rendimento della squadra di Donadoni?
'Il tecnico ducale per me è stato il migliore come gestione dello spogliatoio e soprattutto come crescita tattica della sua squadra, insieme a Garcia della Roma. Ha difeso la scelta di Cassano, ha gestito il momento in cui quest'ultimo sembrava volesse andare via a gennaio scorso, ed ha trovato una continuità di risultati fantastica. Auguro non solo al Parma di qualificarsi per l'Europa League ma a Parolo di andare in Brasile perchè è il centrocampista italiano piu' cresciuto nell'ultima annata, insieme a Candreva'.

Le chance del Torino passano dalla trasferta di Firenze. Deludente o accettabile il campionato dei viola impegnati su tre fronti?
'Assolutamente di altissima qualità l'annata dei viola. Non dimentichiamoci che il rendimento altalenante in casa dei gigliati è stato condizionato dal percorso in Europa League che ha costretto a viaggi e trasferte che tolgono sempre qualcosa. Non so chi avrebbe potuto fare meglio di Montella senza Giuseppe Rossi e Mario Gomez. Anche le recenti turbolenze per le dichiarazioni del tecnico viola si raffredderanno. La Fiorentina è ambiziosa ed i Della Valle sanno che Montella lo è ancora di piu'. Non ho dubbi che troveranno un punto d'accordo'.

Infine un giudizio sul Milan: anno travagliato per il club in cui è cresciuto tecnicamente. Lei lo confermerebbe Seedorf?
'Mi sembra incredibile che si sia fatto così tanto per farlo diventare allenatore e che poi si pensi di liquidarlo a fine stagione. Il Milan è in mezzo ad un ricambio generazionale che non può essere completato viste le difficoltà economiche del club che non può fare grossi investimenti. In questi casi in prima persona deve intervenire la proprietà che si deve assumere la responsabilità delle proprie decisioni. Una cosa è certa: serve del tempo per ricostruire la rosa rossonera e quindi a prescindere da una qualificazione in Europa League o meno, serve capire se può esistere un progetto giovani, o se ci può essere un rilancio con magari qualche campione che sceglie il Milan per rilanciarsi'.

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