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Alberto Paloschi, 30 gare disputate in questo campionato con 13 gol all'attivo, è il giocatore che sta trascinando il Chievo verso la salvezza. E' di ieri la pesantissima tripletta nel match, quasi uno spareggio anticipato, che i veneti hanno vinto per 4-2 sul campo del Livorno, diretta concorrente per non retrocedere in Serie B. 

SEGNA PIU' DI OSVALDO, MA NIENTE NAZIONALE - Classe 1990, cresciuto nel Milan e passato attraverso le esperienze con le maglie di Parma e Genoa, Paloschi ha indossato anche in 29 occasioni la maglia della Nazionale Under 21, segnando 9 reti. In Nazionale maggiore, invece, mai una presenza. Dal 10 al 12 marzo 2014, il 24enne di Chiari è stato convocato dal ct Cesare Prandelli per uno stage organizzato allo scopo di visionare giovani giocatori in previsione futura, ma ora non fa parte della lista dei 42 giocatori chiamati in questi giorni a Coverciano per una serie di test atletici in vista dei Mondiali. Certo, in attacco per fortuna Prandelli ha l'imbarazzo della scelta, ma forse accanto a El Shaarawy (chiamato dopo una stagione passata in infermeria), Berardi (che dopo un grande avvio di campionato ora sta facendo molta fatica) e Osvaldo (zero gol in sette partite di Serie A con la Juventus da gennaio ad oggi, più due reti in cinque match di Europa League), il nome di Paloschi non avrebbe sfigurato.
FUTURO AL MILAN? - Al di là del Mondiale, che per questa edizione resterà un'utopia per Paloschi, c'è il mercato. E una comproprietà fra Milan e Chievo sulla quale a fine campionato dovrà essere presa una decisione, dopo il rinnovo del giugno 2013. Oltre che alla Nazionale, un Paloschi che continuasse a giocare e a segnare con continuità, potrebbe tornare utile anche al nuovo progetto rossonero. Il 10 febbraio del 2008, quando Paloschi fece il suo esordio in Serie A in Milan-Siena entrando dalla panchina e segnando il gol decisivo al 63°, in campo c'era anche Clarence Seedorf, anche lui entrato dalla panchina, al 46°, al posto di Ronaldo. "Paloschi è un predestinato", disse alla fine di quel match Carlo Ancelotti, allora tecnico del Milan: Prandelli non è d'accordo, Seedorf lo sarà?