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Lunga intervista a Sky Sport per Luciano Spalletti. L'allenatore ex Inter torna a parlare e ha raccontato tutto in merito al proprio momento tra passato, presente e non solo.

RITORNO AD ALLENARE - Spalletti inizia annunciando di voler tornare in panchina: "Non conta il progetto a livello economico, io alleno perché mi piace farlo. Non vedo l'ora di tornare prima possibile ad allenare. Bisogna migliorare ciò che ti mettono a disposizione. Se mi chiama la Fiorentina? La Fiorentina è in buonissime mani: Iachini ha le carte in regola per fare campionati di alta classifica, io da simpatizzante viola tifo per loro. Poi la Fiorentina ha detto che Spalletti si porta dietro un problema difficile da mettere a posto...".

INTER - Si passa poi all'argomento Inter: "Ho moltissimi ricordi belli all'Inter. Siamo arrivato in fondo a entrambe le stagioni col fiato sul collo della Champions, sono stati momenti emozionanti. Probabilmente la vittoria a Roma contro la Lazio è stato uno dei momenti che mi hanno fatto gioire di più, ma anche aver battuto il Milan nel derby quando tutti ci davano per spacciati. Non so come abbiate valutato il mio lavoro, ma raggiungere la Champions è un obiettivo importante. Non ti dà un trofeo ma ti concede di rientrare tra i club che giocano il torneo più bello del mondo".

LO SPOGLIATOIO - Spalletti tocca poi il tema dello spogliatoio con riferimenti a Icardi: "Nello spogliatoio all'Inter? La verità è che alcune difficoltà le abbiamo avute. Non ho mai fatto usare le mie squadre per i risultati personali di qualcuno, non ho mai barattato i risultati di squadra per salvaguardare la mia immagine. O si fanno le cose in maniera professionale e corretta, oppure ci si mette mano. Si dice che i panni sporchi si lavano in casa, mentre qualche volta si portano alla lavanderia a gettone e si fa partire anche la centrifuga...".
IL RAPPORTO CON DZEKO - L'allenatore replica così su Edin Dzeko: "Dzeko è un attaccante speciale. Gioca un calcio totale: sa fare gol, attaccare la porta, tenere palla, fare il regista. Mi ricordo una volta in cui aveva fatto due gol e a inizio settimana sono andato a dirgli qualcosa per perfezionarla: andai ad attaccarlo un po', Edin mi ha risposto in maniera molto seria perché era uno che aveva anche un grande carattere. Ma in alcuni momenti si accontentava troppo. Quella volta gli dissi: 'Ieri mi sembravi un bottiglione di acqua minerale da due litri dentro la partita...', lo ricordo ancora. De Rossi gliel'ha spiegato e lui mi fa col dito: 'No, mister, io non sono così'. Allora mi sono fermato perché aveva molti più muscoli di me".

LE TENSIONI CON TOTTI - Così poi risponde Spalletti su Francesco Totti: "Io con Francesco penso di avere avuto in generale un buon rapporto. Poi per me conta il risultato di squadra, per me viene prima di tutto; devo andare a cercare tutte quelle cose che mi fanno avere una classifica importante, la Roma meritava di stare fissa in Champions League. Gli auguro di fare una bella carriera da procuratore: lo incontrerò sicuramente perché questo è il nostro lavoro".

ROMA - "La mia Roma era baciata dal sole, era una squadra fatta di calciatori che si passavano la palla senza mai mettere in difficoltà i compagni. Il modo in cui devo dartela è come la vorrei ricevere. Per fare così ci vuole tanta qualità".