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"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Le luci del San Paolo accese per tutta la notte. La luce del suo palco, alla Bombonera, l'unica che illumina uno stadio spento. Le sue due case, quelle che ha illuminato più di tutte, rendono così omaggio al più grande di sempre. Ieri se n'è andato Diego Armando Maradona, uno che non ha mai preteso di essere un esempio, ma solamente sé stesso. E per questo è stato amato da tutti. Classe genuina, vera, sanguigna e, allo stesso tempo, divina: sacro e profano uniti da un mancino fuori dal comune. Che portava dietro di sé un carisma unico, capace di rapire tutti sin dalla giovane età. Sin da quando palleggiava col mancino e sognava, convinto, a occhi aperti. Ma anche quando, in Giappone, nel '79, trionfava in un Mondiale Under 20 colpendo un giovane disegnatore giapponese.

L'INCONTRO - ​Il nome e il cognome di quell'aspirante fumettista era Yoichi Takahashi, il padre di Captain Tsubasa, rinominato in Italia Holly e Benji. Ed è proprio il padre del secondo numero 10 più famoso al mondo a raccontare, a soccer-king.jp la storia di Diego in Giappone e della folgorazione: "Era il Mondiale Under 20, nel '79. Non sono mai andato allo stadio, ma lo seguivo, Maradona in Giappone non poteva non avere gli occhi su di sé. Ero un assistente, non avevo ancora debuttato da fumettista. E stavo disegnando la bozza di Captain Tsubasa". Un "incontro" che ha creato un personaggio storico. Se c'è del Maradona in Holly, c'è tutto Diego in Jorge Ramirez, il 10 dell'Argentina nel manga.

LA COMBO - "Vinse l'MVP, vinse il Mondiale. Quindi aveva ragione lui: era il migliore. E le combinazione tra Maradona e Ramon Diaz, che era con lui in quel mondiale Under 20, è un esempio delle azioni tra Ramirez e Pascal che appare in Captain Tsubasa. Forse perché quando l'ho visto mi ha colpito. Che spettacolo!". Il 10 dell'Argentina, Ramirez, cresciuto in un quartiere povero, passato dall'Argentinos Jrs e poi al Boca. Segnando contro il Giappone di Holly dribblando tutti, Hutton compreso, proprio come Diego contro l'Inghilterra. Il soprannome? L'artista del pallone... un tributo in tutto e per tutto. Ma non è finita...

IN HOLLY - "Fino alla comparsa di Ramirez, penso che Maradona abbia ispirato, e non poco, Tsubasa Ozora.
Un piccolo omaggio per il giovane Maradona. Inoltre, io e Diego siamo nati lo stesso anno: avevo piena consapevolezza della sua esistenza". Maradona che resta però unico, inavvicinabile anche per Holly/Tsubasa: "Non avrebbe mai potuto fare un gol di mano. Lo avrebbero fischiato tutti. Maradona, però, poteva. Poteva tutto. Per questo è il più grande". Sì, Maestro Takahashi, Diego era, è e resterà il più grande di tutti. Una luce accesa che illuminerà ogni luogo dove verrà preso a calci un pallone. Vero o animato che sia...



@AngeTaglieri88