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Albano Bizzarri, portiere dell'Udinese, è il giocatore più anziano della Serie A, con il suoi 40 anni da compiere il 9 novembre. Di fronte a lui oggi, Gigi Buffon, secondo in questa classifica. L'argentino è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, a cui spiega: "Per noi è dura. Loro saranno molto arrabbiati, ma pure noi abbiamo bisogno di punti".

Ritrova Buffon nella sfida tra quarantenni, gli unici che giocano in Serie A con regolarità. Che significa?
"Che stiamo bene. È molto bello a questa età ritrovarsi da protagonisti uno contro l’altro in una partita del genere. Non dovrò stressarlo con le maglie perché una già ce l’ho".

Lei ha sempre detto che Buffon è un esempio di regolarità e concentrazione, uno che ha fatto la storia e che non sbaglia nei momenti decisivi.
"Vero. Poi, chiaro, gli errori fanno parte della quotidianità. Ma ancora penso così di lui. Peccato sia il suo ultimo anno".

Lei invece che fa?
"Finché sto così bene posso andare avanti. Era un desiderio arrivare ai 40 e ce l’ho fatta. Non sento il passo del tempo e a Udine sto facendo un ulteriore salto di qualità a livello fisico con i preparatori. Poi trovato un ottimo staff, con il quale lavoro in sintonia. Ho entusiasmo e voglia".

Come si regola?
"Un po’ di dieta la faccio. E’ necessario. Mi affido alla dieta mediterranea, ma ho dovuto rinunciare al classico cornetto e cappuccino della mattina, ai salumi, ai formaggi, alle salse e ho ridotto anche la pasta".

E alla fine gioca sempre lei... Molti a Udine dicevano: dopo 5 gare va in porta Bizzarri.
"Nella mia carriera mi sono sempre fatto trovare pronto. Sapevo che Simone partiva con un certo vantaggio, io ho solo cercato di fare sempre del mio meglio, lavorando con scrupolo".

Lei che ha già messo a sedere Bardi, allora in rampa di lancio, ai tempi del Chievo, quali consigli dà a Scuffet, portiere dell’Under 21, che sicuramente vive un momento difficile?
"Io non sono nessuno per dare consigli. L’unica cosa che Simone deve fare è allenarsi sempre per migliorare. Ha solo 21 anni e tutta una carriera davanti. Ha davvero tutto il tempo. Poi le cose cambiano. Io mi sono trovato a 20 anni, in una situazione, a 30 in un’altra, e ora vivo questa nuova bella avventura a 40".

E invece quali sono i problemi dell’Udinese?
"L’Udinese non ha problemi, deve semplicemente migliorare in alcune cose. A questa squadra mancano i punti delle prima due giornate, questo è l’unico problema".

A Firenze è andata male pure a lei, che non ha trattenuto un tiro dal quale è nato il raddoppio di Thereau.
"La gente vede il tiro e la respinta. Il pallone si è abbassato, era molto difficile bloccarlo".

Negli ultimi due anni ha avuto Zeman e Delneri. Due «anziani» ancora in sella, che esercitano sempre un certo fascino.
"Non amo molto le domande sugli allenatori, ma sono due tipi diversi. Zeman l’ho avuto poco. Per Delneri parla la sua grande carriera. Credo che con lui usciremo da questa situazione di classifica".

Lei è stato in sei squadre italiane, inserendo l’Udinese. Quale le è rimasta nel cuore?
"Quelle in cui ho giocato di più, Catania e Chievo. Ora qui sono felice".

Stasera le verranno i brividi contro Dybala e Higuain, argentini come lei. Anche se un altro argentino, Icardi, ora va più forte di loro.
"A questi livelli sono tutti uguali. Non indicherei uno più forte. Sono tre grandi giocatori, ma rispetto tutti e non ho timore di nessuno".