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L’Udinese dimezzata dalle convocazioni dei suoi nazionali svolge la seduta di rifinitura sui campi al Centro Sportivo “Dino Bruseschi” in vista dell’amichevole di domani a Lignano contro l’NK Zagabria. “E’ un po’ penalizzante non avere tutti i giocatori a disposizione. Non si riesce a fare il lavoro che si vorrebbe, ma ci dovremo abituare. A me piace vedere una squadra dinamica che gioca con intensità e ritmi elevati. Voglio che tutti i ragazzi sappiano fare entrambe le fasi, sia quella di possesso che di non possesso. Cerco di non trascurare niente, l’umiltà deve accompagnare i singoli e il gruppo. L’equilibrio tra due squadre alle volte si spezza semplicemente quando una è più affamata dell’altra. Nelle mie precedenti esperienze in Serie “A” non sempre ho avuto squadre di vertice e spesso mi sono guadagnato la pagnotta sul campo conquistando la salvezza con largo anticipo. Se una grande squadra sbaglia la stagione non vince lo scudetto o non si qualifica alla Champions League, ma se a sbagliare è una media allora può trovarsi in serie difficoltà”.

Anche in questa settimana di lavoro il massimo impegno da parte di tutti non è mancato: “Il gruppo ha svolto una settimana di allenamenti intensi, dove i ragazzi hanno dimostrato di metterci applicazione e di avere la voglia di far bene”.

La sconfitta al debutto col Genoa, con la rete in acrobazia di Mesto, ha lasciato un grande dispiacere in tutto l’ambiente: “L’amarezza non se ne vuole ancora andare. E’ stato un peccato non raccogliere nemmeno un punto perché abbiamo sviluppato il 60% del gioco. E’ stato un peccato perdere perché la squadra mi è sembrata compatta, equilibrata e tonica. Ho visto un po’ di timidezza, che non è per forza una qualità negativa. C’è stata attenzione, non svagatezza. Siamo arrivati in fondo che avevamo ancora birra in corpo e abbiamo sfiorato il pareggio a cinque minuti dalla fine. La condizione fisica è buona. Abbiamo commesso un solo errore e ci è costato caro”.

La difesa a tre verrà riproposta a San Siro in casa dei Campioni d’Italia? “Purtroppo siamo in una situazione di emergenza perché ci manca il terzino destro. In questo momento siamo costretti a giocare coi tre uomini dietro perché non abbiamo tutti i ruoli coperti. Dopo il match con il Genoa ho detto di voler una squadra con il baricentro più alto, ma sono consapevole che con l’Inter non ci aspetta una gara semplice. Non è un avversario come gli altri e non si può andare a Milano pensando di giocare 90 minuti nella metà campo dei nerazzurri. Benitez dispone di palleggiatori formidabili a centrocampo”.

Dalla sfida con la Juventus sarà a disposizione anche il centrocampista cileno Mauricio Isla: “Il ragazzo può fare anche il terzino. Lo conosco da poco e secondo me è più adatto a fare l’esterno alto con la difesa a tre, ma si può adattare a fare anche il quarto uomo della difesa a quattro. Nella mia vita professionale non ho mai avuto problemi a passare dalla difesa a quattro a quella a tre e viceversa. Non vedo perché dovrei incontrarne qui”.

Domani alle ore 18,30 la gara amichevole contro la formazione croata, quarta in classifica a sole tre lunghezze dalla capolista Rijeka: “Affrontiamo l’NK Zagabria molto rimaneggiati, con diversi ruoli scoperti in cui impiegheremo i nostri giovani. Sarà l’occasione per vedere all’opera Battocchio, Giacomelli e Jefferson”.

Intanto il recupero di German Denis procede sotto l’occhio vigile dei preparatori atletici e dello staff medico-fisioterapico. La punta argentina lavora sei ore al giorno per essere a disposizione del mister di Castelfranco Veneto il prima possibile: “Il ragazzo ci dà dentro e sta bruciando le tappe. Il suo recupero procede più velocemente di quanto si pensasse”.

Dopo gli impegni della varie nazionali i bianconeri si ritroveranno con Armero e Angella: “Li devo ancora conoscere. Da quello che ho potuto vedere il terzino colombiano dà spinta e dinamismo. Angella è uno tra i centrali difensivi più promettenti che abbiamo in Italia”.