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La Fiorentina esce dallo Stadium a testa alta, nonostante il pesante passivo, ma con la bocca amara per come è stata vissuta la partita, e per aver riassaporato la sconfitta, ancora mai arrivata in campionato da quando sulla panchina c’è Beppe Iachini. Per la stagione altalenante della squadra viola, una sconfitta contro la Juventus è tutt’altro che sorprendente, anche se il modo in cui è maturata ha sollevato fin troppe polemiche, dovute probabilmente dall’idea di meritare di più di una sconfitta, viste la compattezza e l’unità messe in mostra per 80 minuti. La Fiorentina ha fatto la sua partita per larghi tratti, giocando di ripartenza e provando a far male alla Juventus, trovando uno Szczesny in super giornata e peccando in lucidità nell’ultimo passaggio.

RIGORE- Il grande rammarico della Fiorentina risiede nel secondo rigore fischiato da Pasqua alla Juventus. Se nel primo tempo il tiro di Pjanic sbatte contro il polso di un ingenuo Pezzella, alimentando ben poche polemiche, la caduta di Bentancur in area dopo il contrasto con Ceccherini ha avuto l’effetto di benzina sul fuoco, creando rabbia e frustrazione in tutto l’ambiente. Chiunque abbia giocato a calcio sa perfettamente che quello non può trattarsi di un fallo da rigore, e ha ragione chi dice che in casi come questi vengono annullate le qualità del difensore, che con qualsiasi tocco di vede fischiato contro il penalty.
COMMISSO- Il vulcanico Rocco Commisso, che sempre ci tiene a dire la sua, non si è astenuto neanche questa volta, presentandosi nel postpartita con l’argento vivo addosso e la voglia di sputare tutto il suo risentimento e la rabbia per la cattiva gestione dell’arbitro. Probabilmente ne ha anche ragione, ma difficilmente questo tipo di atteggiamento paga, anzi spesso crea l’effetto contrario. La Fiorentina ora deve svuotare la mente, mettere nel mirino la partita contro l’Atalanta di sabato prossimo, lavorare sodo per favorire l’inserimento dei nuovi innesti e cercare di invertire subito il trend, riprendendo il processo di crescita dove è stato lasciato.