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Quando parla non è mai banale e, solitamente, riesce a toccare le corde in grado di far esplodere rivalità o accendere tensioni. Zdenek Zeman è questo e molto altro e da allenatore del Cagliari ha fatto il punto dalle pagine di Tuttosport sul momento del calcio italiano.

Come sempre è la Juventus la principale antagonista del Boemo: "Non credo che la Juventus sia in crisi, a Genova hanno perso all'ultimo minuto una partita che hanno dominato. Poi, a livello internazionale, penso che la Juve faccia gli stessi risultati che faceva con Conte. In Italia invece sta trovando un avversario sempre più importante nella Roma. Lo Scudetto se lo giocano loro, sono nettamente superiori, anche se dovessero avere un periodo brutto non sono raggiungibili".

Sull'addio di Ciro Immobile alla Serie A lasciato andare con troppa fretta dalla Juventus: "Penso che quell'anno a Pescara gli sia servito molto perché arrivava da esperienze non positive anche in B dove non giocava. Gli abbiamo dato l'opportunità di far vedere le sue doti e ha dimostrato di averne. Ha fatto bene ad andare in Germania perché è giovane e ha ancora tanto da imparare. Mi dispiace piuttosto che, essendo della Juventus, non l'abbiano preso loro visto che nell'ultimo campionato era stato capocannoniere".

Impossibile non parlare per Zeman delle polemiche post Juventus-Roma: "Tra Juve e Roma per tradizione c'è rivalità e ci sarà sempre. Poi bisogna vedere chi ci casca, chi si lascia provocare e chi risponde. Juve-Roma, per esempio, è stata seguita da tutti. Ci sono stati dei goal che da una parte erano irregolari, dall'altra regolari e ci si lamenta da una parte mentre dall'altra si è contenti. A cena con Agnelli? Io vado con tutti, poi bisogna vedere se le discussioni sono alla pari".

Una Roma che però annoia Zeman: "Ho detto che a volte fa troppo possesso senza cercare altri goal come sarebbe nella possibilità della squadra. Nel secondo tempo con il Chievo, sul 3-0, non si è divertito nessuno. A me non piace il tiki-taka perché ho un'altra visione sul calcio però non è detto che non renda. Guardiola, che reputo oggi il miglior allenatore al mondo, ha vinto tanto giocando in questo modo. Il problema è piuttosto chi lo vuole scimmiottare non avendo i giocatori che c'erano in quel Barcellona. Quello del Bayern contro la Roma però non era tiki taka, ma un gioco d'attacco".
Infine Zeman ne ha anche per l'Inter e per il presidente indonesiano Erick Thohir: "Sono convinto che un presidente prima di tutto debba essere tifoso della squadra e penso che Thohir non lo faccia per fare il tifoso ma per altri scopi come tutti i presidenti dall'estero che vengono qui. In Italia si ha la convinzione che nel calcio vince chi ha più soldi. Per me non è così. Sono stato vicino ai nerazzurri nel 1994-95. Ma avevo già dato la mia parola a Cragnotti".

Ma Zeman non trascura neanche il nuovo ct della nazionale italiana, Antonio Conte: "Nel ruolo di Ct ha poche possibilità di formare e plagiare, nel senso buono intendo, i giocatori lavorando tutti i giorni sul campo. Però Conte è uno che ha grinta, voglia e spero riesca a fare bene. Io ho sempre detto no alle Nazionali per una questione tattica. Ma se scegli gli undici migliori di una Nazione in base alle tue idee di calcio, riesci a fare quello che vuoi, naturalmente se hai delle idee. Io però ho ancora davanti pochi mesi di carriera e li voglio fare in campo".