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Roma: la Roma almeno quarta alla fine e quindi in Champions? Di più! Tariffa da pagare all'Ama (i rifiuti urbani) azzerata per sei mesi, tanto per pareggiare almeno un po' il non servizio raccolta e smaltimento? Di più!! Sorrisi da scambiarsi nel traffico invece di quotidiane livide sfide? Di più!!! Per Roma 2020 vorrei s'azzittassero, romanescamente s'azzittassero, cioè tacessero, d'imperio e di asfissia, tante bocche, tante radio, tanti social...

Un anno? Troppa grazia. Un mese? Come invocare un miracolo lungo un rosario e i miracoli si manifestano invece e durano come un lampo. Ma una settimana, una sola di silenzio di bocche querule, di radio tronfie, di social sguaiati. Sette giorni di silenzio di tutte le voci, ufficiali ed ascoltate, riverite e imitate, del cittadino incattivito. Le voci del fiele per inerzia e per uso e costume. Le voci dell'informatissima ignoranza. Le voci del buio della ragione e quindi dell'anima, buio che sta diventando la condizione naturale del quotidiano. Le voci delle tribù, ciascuno la sua e ciascuna tribù in avversione feroce contro chi non condivida al mille per mille la versione più estrema ed estremista dei propri interessi.

Sette giorni, solo sette giorni di silenzio di queste voci, silenzio delle voci delle tribù, per poi poter sentire che senza il loro clamore si sopravvive, anzi si può vivere e vivere meglio. Sette giorni per ascoltare un silenzio che insinui il dubbio sia il caso di dar vita ai giorni e non giorni alla vita. Silenzio di tutti quelli che tutto sanno della tragedia di Corso Francia. Una storia senza innocenti, con troppi che si impancano a giudici e che troppi trattano senza pudore: a una radio di informazione c'è stato chi ha vomitato un: "che ci facevano ragazzine fuori a quell'ora di notte?". Altri intimavano ogni pena per il "drogato". Altri si inventano esperti, altri si inventavano testimoni, se non oculari, di certo testimoni di gossip condito di morte.

Silenzio di tutto quelli che: oddio, la monnezza! E sull'immondizia in strada ci rovesciano il tavolino sfasciato, il pc vecchio, tutto quanto possa fare del loro privato superfluo una pubblica lordura. Silenzio di quelli che ogni volta e in ogni luogo si ipotizzi un impianto smaltimento rifiuti gridano non solo non nel mio giardino. Gridano ormai senza pudore inno alla rivolta contro lo straniero nemico e invasore e stupratore di case, beni, vite stesse. Anche e soprattutto quando lo straniero sono la cosa e l'interesse e la salute collettivi e pubblici. Silenzio anche di quelli, si parva lecit, che la cognata di mio cugino che conosce uno di Trigoria...Che narrano di proprietà, contratti, banche regnanti, arabi acquirenti...Narrano sempre la stessa immutabile storia, storia che non arriva mai. L'ultima versione: arrivano i texani buoni e scacciano i bostoniani cattivi e ogni pena giallorossa finirà e torneranno Totti e De Rossi...Solo una settimana di silenzio, solo una

I narratori di questo narrare ci campano e non è peccato camparci. Anzi spesso ci divertiamo giocando con loro. Magari è peccato crederci sul serio, alla lunga è vizietto che ammala un po'. Diventa assuefazione, quasi dipendenza dalla balla, incontinenza nel consumo di aruspici, indovini, gole profonde, insomma di chi non sa un beneamato. Silenzio di quelli che: campi 120 anni se non stai a sentire i medici e invece consumi quel che gentilmente ti consiglio al modico prezzo di...Anche questi ci campano. Ma è un camparci feroce che sa di peccato, peccato contro etica civile.

Silenzio di quelli che: ci lasciano sempre soli e soli non sono mai nel fregare il prossimo: un tavolino in più sul marciapiede o sulla piazza, un aiutino in più nella pratica o nell'ufficio, una cucina del locale con qualche igiene in meno, uno scontrino con qualche ricarico in più, un Pos quasi sempre scollegato che "manca la linea"...

Silenzio di quelli che: quattro frecce e la mia auto sta dove e quando e quanto mi pare. Di quelli che parcheggiano angolo incrocio prendendolo tutto e se poi non vedi chi arriva, cavoli tuoi e comunque sto' a lavorà.
Silenzio di quelli che: rubano tutto, so' tutti ladri e stanno prendendo la mancia, sono freschi di Isee reticente e bugiardo.

Silenzio di quelli che: mamma le tasse, mentre incassano e pagano a nero.

Silenzio di quelli che: tutti in galera e butta la chiave, ma non se è quello che conosco, proprio lui, lui no, che è bravo figlio/a, li conosco io.

Silenzio di quelli che ogni volta è poteri forti, cittadino vittima, noi candidi e puri e gli altri tutti zozzi e infami.

Silenzio di quelli che da un telegiornale o su un giornale o in una dichiarazione politica via social o anche solo in un salotto o attorno ad un tavolo parlano con voracità di cose di cui nulla sanno e fanno del loro non sapere l'autorità per parlare.

Una settimana di silenzio di queste voci, una sola nel 2020 di Roma. Per vedere l'effetto che fa. Sarebbe una grande vittoria per Roma 2020, vittoria in campo ostile, avverso, praticamente inespugnabile: quello di Roma 2019.