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Da Madrid a Parigi, dall'arbitro Oliver al VAR: Gianluigi Buffon rivive l'incubo e saluta la Champions League per un rigore a tempo scaduto. E' passato meno di un anno dalla notte del Santiago Bernabeu, dalla clamorosa rimonta sfiorata con la Juventus e quel rigore di Cristiano Ronaldo (futuro bianconero) a far impazzire di gioia il Real Madrid e di rabbia l'esperto portiere: nella memoria di tutti la furia di Buffon contro il fischietto inglese, accusato di avere un "bidone della spazzatura al posto del cuore" per aver assegnato il penalty ai blancos per fallo di Benatia su Vazquez. Questa volta non c'è Oliver, c'è lo sloveno Skomina, ma ci sono soprattutto gli italiani Irrati e Guida che dal VAR al 91' segnalano un fallo di mano di Kimpembe sulla conclusione di Rashford che non ha pietà e dal dischetto segna. Fuori al 94', a tempo scaduto, come un anno fa.

Il finale peggiore per una notte che era iniziata nell'entusiasmo. Non solo quello di un ambiente carico per lo 0-2 dell'andata a Old Trafford che metteva la squadra di Tuchel in una situazione di relativa tranquillità, ma anche per Buffon e un futuro sempre più all'ombra della Tour Eiffel: notizia a pochi minuti dal fischio d'inizio, ormai imminente per un anno con opzione per il secondo e niente di meglio che il passaggio ai quarti di Champions per festeggiarlo. A rovinare i piani di festa però ci ha pensato il Manchester United mai domo di Solskjaer, ma ci ha pensato soprattutto lo stesso Buffon contribuendo attivamente alla clamorosa debacle del PSG: colpevole sul secondo gol di Lukaku, una respinta corta su una conclusione dalla distanza e relativamente semplice, un errore e una rete che hanno dato coraggio e speranza ai Red Devils. Una papera ad aprire l'incubo, il rigore a tempo scaduto a completarlo: anche il VAR si dimostra insensibile, impietoso contro l'esperto portiere azzurro che per il secondo anno consecutivo deve dire addio alla Champions. Ancora dal dischetto, ancora tra le polemiche: l'incubo si ripete per Buffon.

@Albri_Fede90