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Atalantamania: Zappacosta da Nazionale, la Dea ti mette le ali. E ora l'Inter...

Atalantamania: Zappacosta da Nazionale, la Dea ti mette le ali. E ora l'Inter...

  • Marina Belotti
Non importa se Defrel ha sbagliato gol fatti, se Musso ha sofferto fino alla fine, se i novemila sugli spalti invocavano il fischio finale al 75’. L’Atalanta ha vinto, ancora una volta, ma in modo diverso. Ritrovando la dimensione perduta, il gioco di passaggi corti e lanci lunghi: a quattro giorni dalla gara di lusso contro l’Inter, la prova convincente tanto attesa è arrivata. Il resto è la Serie A, ha ragione il Gasp: quest’anno è cambiato tutto, le sorelle sono almeno una dozzina e le piccole vogliono fare la voce grossa. Sarà una lotta punto a punto, ma la Dea c’è. Anche senza Muriel. Anche senza Berardi e Boga.
 
ZAPPACOSTA DA AZZURRO - Si doveva decidere sulle fasce, punto debole di Dionisi e punto forte della Dea, e così è stato: sul tabellino Gosens e Zappacosta (se va avanti così Mancini chiama...), i re degli out nerazzurri. Una prova di sacrificio, di testa e di gambe, di ritmo e qualità, di tecnica nel portare palla e di visione di gioco nell’indirizzarla senza paura, anche dal limite. Gasp gli chiedeva questo, e guai se Malinovskyi non ci provava col suo mancino. Dietro al tandem d’esterni, schemi, triangoli, combinazioni perfette che nei primi 44’ hanno mandato in manicomio i neroverdi. A Muldur e Kyriakopoulos gira ancora la testa. Con due ali così, che fanno volare la Dea e inventano varchi e danzano nei dribbling, Maehle e Pezzella dovranno faticare per raccogliere le briciole. L’Inter è avvisato: non può più richiamare Hakimi, ma può portare nella saletta video Perisic e Darmian. Anche loro goleador aggiunti, lo show tra cugini d’Europa sarà in fascia protetta.
 
I (13) PUNTI FORTI - A Boga, l’Atalanta ripenserà tra qualche mese, intanto incrocia le dita per riavere Muriel contro il Milan e si coccola Zapata. E proprio il panterone, sogno di mercato interista, sabato cerca la doppietta per fare 100 in Serie A. Più ispirato a imboccare i gradini della Scala del Calcio che l’ha cercato per settimane. Come Ilicic con il Milan, il 3 ottobre se l’è segnato sul calendario. In formissima, anche ieri lo sloveno è andato più volte vicino a chiudere i giochi: appena entra in campo, la Dea aumenta il ritmo, sale e costringe l’avversario a piegarsi. Non chiedetegli di gestire, ma di attaccare. Il Professore incarna alla perfezione la filosofia dell’Atalanta e, quando avrà i 90’ sulle gambe, grazie a queste ali volerà ancora più in alto. Intanto l’Atalanta affila le sue armi - tridente, ali e difesa che incassa solo 4 gol in 5 match, uno in meno della Beneamata! - pronta a fare 13 per acciuffare l’Inter ai piani alti. La sfida è aperta.
 

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