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Prosegue anche nella stagione 2017-2018 con l’introduzione del VAR l’appuntamento della nostra rubrica SOS arbitri con Massimo Chiesa. L'ex arbitro internazionale, ai microfoni di Calciomercato.com, mette sotto la lente d'ingrandimento i principali casi da moviola di ciascuna giornata di Serie A, gli aspetti positivi (ove vi siano) e dà i voti agli arbitri del massimo campionato. Di seguito il riepilogo degli episodi contestati nella settima giornata di Serie A:

IL VAR

Var decisivo a Torino e a Bergamo. Nonostante i commenti sui vari quotidiani, le immagini non chiariscono del tutto la bontà della posizione di Moise Kean sul gol del 2-1 del Verona. Non è ancora stata fatta pienamente chiarezza. Il Var comunque ha deciso così e nessuno ha protestato, i giocatori hanno accettato bene la decisione derivante dall’ausilio della tecnologia, anche se a me resta ancora qualche dubbio”. 

GLI ERRORI PIÙ GRAVI DEGLI ARBITRI (SENZA L’AUSILIO DEL VAR)

Atalanta-Juventus: “L’arbitro convalida il gol del 3-1 di Mario Mandzukic, ma poi viene richiamato dal Var Orsato perché l’azione parte da Lichtsteiner a contatto con il Papu Gomez (crollato a terra). La gomitata del terzino della Juventus ai danni del giocatore argentino era da vedere in presa diretta: quello di Damato è un errore. Corretto estrarre il giallo e non il rosso, lo svizzero in possesso di palla apre “l’alettone” per proteggere palla da Gomez”. 

VAR SI

Atalanta-Juventus: “Grazie al Var, Damato si accorge di non aver visto la gomitata rifilata da Lichtsteiner a Gomez e annulla il gol alla Juventus. Corretta l’ammonizione al terzino bianconero: il gesto non è giudicato violento dall’arbitro”. 

Torino-Verona: “Var decisivo a Torino, ma in entrambi i casi non si può parlare di errori di Gavillucci. Sulla posizione di Kean (vedi “IL VAR”) e sul rigore concesso nel finale al Verona è determinate l’utilizzo della tecnologia. L’attenzione dell’arbitro viene richiamata da Di Bello (Var) perché c’è uno schiaffo di Molinaro al pallone sul cross di Cerci. Il Var fuga ogni dubbio sulla posizione, ovvero all’interno dell’area di rigore”. 

VAR NO:

Atalanta-Juventus: “C’è un chiaro pestone di Palomino su Higuain nel finale di gara: il difensore dell’Atalanta indietreggiando colpisce l’attaccante della Juventus. Ci poteva stare il rigore in favore dei bianconeri. Il Var controlla silentemente, ma non richiama l’attenzione di Damato. In questo caso Orsato poteva far controllare le immagini all’arbitro per poi lasciare a lui la decisione finale”. 

I VOTI AGLI ARBITRI della settima giornata (SENZA L’AUSILIO DEL VAR):

Atalanta-Juventus: Damato (Var Orsato) 5,5. (“Partita molto difficile, l’unico vero errore è quello sulla gomitata di Lichtsteiner. Corretto assegnare il rigore alla Juventus: Petagna ha il braccio aderente al corpo, ma il movimento della spalla è incongruo e alzando l’arto fa volume. Il Var Orsato ha dei dubbi e invita il collega a rivedere le immagini. Damato non trova un replay che lo convinca del tutto a cambiare la scelta e lascia il rigore in favore della Juventus (poi fallito da Dybala). Ci poteva stare il rigore per la Juventus per un pestone di Palomino ai danni di Higuain, ma il Var ha controllato e non ha ritenuto opportuno concederlo”).
Benevento-Inter: Doveri (Var Valeri) 6,5. (“Gara arbitrata con personalità da Doveri. Gol del 2-1 di Iemmello annullato per questione di centimetri: i replay non chiariscono la posizione di partenza dell’attaccante del Benevento”).
Chievo-Fiorentina: Giacomelli (Var Mariani) 6.
Genoa-Bologna: Rocchi (Var Irrati) 7,5. (“Ha arbitrato alla grande una partita difficilissima”).
Lazio-Sassuolo: Maresca (Var Guida) 6.
Milan-Roma: Banti (Var Massa) 7,5. (“Gara molto difficile, lui lascia giocare e ne beneficia lo spettacolo. Corretta l’espulsione di Calhanoglu per doppia ammonizione”).
Napoli-Cagliari: Abisso (Var Calvarese) 7. (“Neanche un ammonito, si comporta molto bene da neo promosso in casa della prima in classifica. Giusto il rigore concesso al Napoli per fallo di Romagna su Mertens; regolare il 3-0 di Koulibaly”).
Spal-Crotone: Mazzoleni (Var Pasqua) 6.
Torino-Verona: Gavillucci (Var Di Bello) 5,5. (“Troppo comunicativo con le espressioni, lascia trasparire quello che gli viene detto via auricolare ancor prima di indicarlo coi gesti”). 
Udinese-Sampdoria: Fabbri (Var Tagliavento) 6.