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Cogito ergo segno. Non se la prenda Cartesio - ovunque si trovi - se prendiamo in prestito il passaggio più celebre del suo "Discorso sul metodo" per affrontare una tematica molto meno spirituale ed esistenziale come il calcio. Ma la testa, o meglio la mente, è una componente fondamentale anche nel gioco più popolare e bello del mondo e Giovanni Simeone ne sa decisamente qualcosa. Otto gol in 10 partite di campionato: un inizio di stagione capace di far credere anche il più scettico dei suoi detrattori e persino il più ottimista dei suoi estimatori. Merito di Eusebio Di Francesco, il tecnico per il quale ha deciso di lasciare Cagliari, o di Igor Tudor, che dopo poche giornate ha preso il posto dell'allenatore abruzzese? 

LA FORZA DELLA MENTE - No, c'è dell'altro. C'è molto di più. E a spiegarlo è stato proprio il diretto interessato: "Interiormente ho iniziato a fare meditazione: la facevo prima, a Firenze e Genova, poi ho mollato. Mi sono ritrovato a pensarci, mi ha cambiato e reso migliore come persona, non solo sul campo. Il fatto togliere i pensieri che uno ha in testa, con la respirazione, mi aiuta tanto a stare bene e in equilibrio. Medito tutti i giorni prima la facevo una o due volte la settimana, ora 10-15 minuti ogni giorno. È un momento in cui stai con te stesso, vi assicuro che se qualcuno ha problemi può servire". Una confessione molto intima e personale, che sottolinea una volta di più come anche per uno sportivo di successo la componente psicologica sia fondamentale e vada presa seriamente in considerazione. Stare bene con se stessi e non avere pensieri che intacchino la lucidità e la capacità di concentrarsi sul quotidiano è la chiave di tutto.
A RITMO DI RECORD - Mai nella sua avventura italiana, con le maglie di Genoa, Fiorentina e Cagliari, il Cholito era partito così forte: dopo le prime 11 giornate di campionato si era spinto non oltre le 3 reti realizzate con i viola nella stagione 2017/18 e nella prima annata disputata in Sardegna, la 2019/2020. Il record personale di marcature, 14, in riva all'Arno del 2018/2019 è davvero a portata di mano, ma ciò che più conta è che l'Hellas Verona e la Serie A hanno ritrovato un protagonista che sembrava essersi perso a soli 26 anni. Tradito da qualche errore sotto porta e da qualche pensiero di troppo che lo avevano portato fuori rotta. Ma solo chi ha il coraggio e la forza di scavare dentro se stesso e di guardarsi in profondità ne può uscire più forte di prima. Simeone pensa, quindi esiste. Anzi, segna e tanto. Cartesio ci perdonerà.