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Alcuni in piedi, altri inginocchiati sull'erba del San Paolo. Fermi, ad ascoltare gli assordanti fischi dei 20.000 tifosi presenti. Dopo il pareggio con il Genoa Napoli si risveglia sfiduciata, rossa di rabbia verso una squadra ritenuta colpevole di una crisi che abbraccia mortalmente diversi ambiti. De Laurentiis deluso, Ancelotti in difficoltà.

LA POSIZIONE DI ANCELOTTI - Il presidente ha assistito in tribuna alla grigia prova degli azzurri contro il Genoa. Uno 0-0 negativo, frutto di una prestazione senza mordente, scialba, seppur in alcuni frangenti sfortunata. De Laurentiis in settimana ha rinnovato la fiducia ad Ancelotti, affidandogli responsabilità ulteriori per prendere provvedimenti contro "gli ammutinati". La partita di ieri non ha modificato lo stato delle cose: secondo quanto raccolto da calciomercato.com Ancelotti non è a rischio esonero. Le due settimane di sosta per le nazionali saranno lunghe e importanti: al momento contatti diretti post Genoa tra presidente e allenatore non ci sono stati. Anzi, De Laurentiis in queste ore è volato negli Stati Uniti, lasciandosi alle spalle una città che mugugna. 
TENSIONE ALLE STELLE - La rabbia dei tifosi, esplosa nei giorni scorsi con la contestazione al San Paolo e poi con i quattro striscioni esposti in luoghi simbolici della città, non è ancora sopita. Anzi, con il passare del tempo non fa che crescere, e si sfoga in modi non sempre corretti. Esempio lampante ciò che è successo alla moglie di Allan, uno dei presunti leader della rivolta dello spogliatoio. Prima la rapina in casa, poi lo sfogo sul proprio profilo Instagram: "Credo che adesso si stia davvero esagerando, non ne posso più. Vengo ogni giorno insultata sui social con parole dispettose, questa settimana anche mentre faccio la spesa. Ieri sera si aggiunge questa paura enorme! La gente non può usare notizie false per fare così a una famiglia con bambini, questo non è calcio, questo non è tifo…". Parole inutili, in quanto gli insulti "social" sono andati avanti. Così, oggi la signora Thais ha deciso di cancellare il proprio profilo Instagram. Un altro segnale di un ambiente al limite. Ancelotti ha due settimane per preparare le decisive sfide con Milan in campionato e Liverpool in Champions. Dovranno bastare per ricomporre i pezzi di un puzzle che rischia altrimenti di disgregarsi del tutto.