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Toni, fulmini, record. E non solo polemiche. Verona e il suo derby, un pomeriggio per la rivincita dell'Hellas. E per la storia di Luca: mai nessuno aveva segnato 16 gol in una sola stagione con la maglia gialloblù in serie A. Nemmeno Penzo e Bui, superati a 15. Ne ha quasi 37, il nove del Bentegodi, eppure corre come un ragazzino. Partecipa, protegge, prende falli, aiuta di testa sulle palle inattive. Segna. Non è quell'attaccante a fine carriera che si piazza lì in area aspettando solo la zampata giusta. Ma va. Ecco perché Prandelli dovrà pensarci, accipicchia. Le caratteristiche di Toni possono infatti essere utili in Brasile, soprattutto quando serve un terminale offensivo alto, capace di far salire e respirare la squadra. E nel suo genere, in questo campionato, Luca é unico. Immobile o Destro, Osvaldo o Gila, Totti o Cassano, Balotelli e Rossi, Cerci. Tutti utili e importanti, meritevoli di un posto. Ma nessuno può fare la boa (segnando pure...) come Toni. Avrebbe meritato il gol, almeno ieri, anche Iturbe: Mandorlini gli ha insegnato a difendere, lui si sacrifica e quando parte in velocità devi sparargli. Sara contento il presidente Setti, che lo riscatterà a 15 milioni per venderlo al miglior offerente. Non é scaramantico, il numero uno dell'Hellas. "Oggi vado in panchina, per la prima volta in serie A. L'anno scorso non ho mai perso", confessava a bordocampo un'ora prima della partita. Di solito si dice alla fine, se va bene, ma Setti si sentiva talmente sicuro di vincere da sfidare la cabala. "E mi sono anche messo due orologi: mi piace cambiarli a seconda degli eventi, ma stavolta ne porto due, non l'ho mai fatto". Lo farà ancora. E magari uno lo regalerà a Toni se arriverà quel biglietto per il Brasile. Obrigado.  
Gianluca Di Marzio, giornalista Sky Sport


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