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La parola fine è stata scritta nelle ultime ore: Paulo Dybala non rinnoverà il suo contratto con la Juventus e, a partire dal prossimo primo luglio, comincerà la stagione, la prima dopo le sette passate in bianconero, con un'altra maglia addosso. L'incontro tra la dirigenza juventina e l'entourage della Joya, più volte rimandato negli ultimi mesi, non ha portato ad accordi e quindi le parti hanno deciso di separarsi. Ma come si è arrivati a questo punto? 

DA AGNELLI AI 10 MILIONI - Che quello che a tutti appariva come un prolungamento scontato in realtà potesse nascondere delle insidie si iniziò a percepirlo il 14 dicembre 2020. Nella sera in cui veniva premiato alla cerimonia del Golden Boy come "Miglior presidente d'Europa", Andrea Agnelli infatti disse: "Paulo ha ricevuto un’offerta che lo pone tra i 20 più pagati in Europa ed è un'ottima base. L'offerta sa di averla, aspettiamo serenamente una risposta. Ne aspettiamo anche una in campo, la sua ambizione è quella di arrivare tra i primi cinque al mondo, e vogliamo supportarlo. Lui oggi non lo è e questo lo sa". Parole a cui, nei mesi successivi, erano seguiti contatti e incontri con Jorge Antun, l'agente dell'argentino, che avevano portato anche a una bozza d'accordo con l'allora responsabile dell'Area Sport bianconero, Fabio Paratici: intesa per 10 milioni di euro a stagione.
RIVOLUZIONE, NEDVED E OTTIMISMO - L'estate scorsa, poi, la rivoluzione in casa Juve: fuori Paratici (e Pirlo), dentro Arrivabene (e Allegri, l'allenatore che aveva accolto Dybala a Torino e con cui aveva raggiunto il suo punto più alto con la finale di Champions League 2017). Discorso rinnovo tutto da rifare, ma una serie di incontri nell'agosto della Continassa con Antun avevano prodotto un ottimismo sempre più crescente nell'ambiente. Tanto che intorno alla metà di settembre il vicepresidente Pavel Nedved si dichiarava  "molto fiducioso per il rinnovo di Dybala", e lo stesso calciatore, qualche giorno dopo si augurava di avere "buone notizie presto".

ARRIVABENE E I RINVII - Positività spazzata via in breve tempo, con il ruolo del "cattivo" interpretato da Arrivabene. Le sue dichiarazioni con puntuali rinvii per affrontare la questione, avevano fatto presagire un finale amaro, in attesa della resa dei conti. Il nuovo faccia a faccia era stato programmato inizialmente per dicembre, poi per gennaio, poi per febbraio e infine è avvenuto ora. Un incontro che non ha portato alla tanto attesa e, qualche mese fa, scontata firma sul prolungamento. Ma a una separazione che porterà con sé, inevitabilmente, veleni e polemiche.